Da 10 giorni impegnati 50 uomini dei Vigili del Fuoco L’Aquila

Dal 20 agosto diversi incendi stanno interessando le montagne del Morrone, il massiccio della Majella che sovrasta il comune abruzzese di Sulmona e le frazioni di Fonte D’Amore, Bagnaturo, Badia e Le Marane. I vigili del fuoco sono impegnati nell’area sia con le squadre a terra che con la propria flotta aerea di Canadair ed elicotteri: ad oggi sono 412 i lanci effettuati da parte dei Canadair e 386 quelli da parte degli elicotteri Drago VF. Ogni giorno sono oltre 50 i vigili del fuoco del comando de L’Aquila che operano a terra con 20 automezzi di spegnimento. Il dispositivo di soccorso è stato rafforzato con sezioni operative fatte confluire dai comandi di Perugia, Pesaro Urbino, Bologna e Modena, per un totale di ulteriori 36 vigili del fuoco con 8 mezzi antincendio. Stante la difficoltà di raggiungere le aree più impervie, parte del personale viene trasportato con gli elicotteri Drago AB412 in zona operativa e recuperato a termine intervento.

Al momento si registrano criticità nel comune di Roccacasale (AQ), dove stanno intervenendo due Canadair del Corpo nazionale e squadre via terra schierate a protezione di alcune strutture, e di Pacentro, dove sono a lavoro 20 vigili del fuoco.

Intanto i carabinieri stanno verificando la posizione di un pensionato di 71 anni, di Pratola Peligna, fermato oggi a un posto di blocco. Nella sua auto, una Fiat Panda, è stato trovato materiale sospetto. Si tratta di candele, diluente, vernice e colla bostik. L’uomo ha negato qualunque legame con l’incendio del Morrone. Una perquisizione è stata eseguita nella sua abitazione.

Sull’emergenza incendi, interviene la UIL Abruzzo che in una nota afferma: “Pochi fondi e mezzi, piani antincendio inefficaci, così come la cancellazione della Forestale mentre i vigili del fuoco sono sotto organico: si tratta di errori che sicuramente non stanno facilitando la lotta agli incendi in questi giorni –  affermano Michele Lombardo e Fabrizio Truono, rispettivamente segretario generale Uil Abruzzo e segretario generale della cst (camera sindacale territoriale) Adriatica Gran Sasso -. Sono ormai sono due mesi – spiegano – che la provincia di L’Aquila sta fronteggiando l’emergenza incendi, che sta distruggendo migliaia di ettari di boschi tra l’aquilano, la Marsica e la valle Peligna, con danni incalcolabili per l’ambiente e per i territori colpiti da questa ennesima e immane catastrofe che interessa anche altre aree della nostra regione”. Per Lombardo e Truono “si è dimostrato, inoltre, che i piani antincendio previsti per legge sono stati assolutamente inefficaci, così come le risorse stanziate dal governo regionale, sia in termini economici sia per i mezzi messi a disposizione. È vero che con la riforma del governo che ha previsto la cancellazione del Corpo Forestale, è emersa l’inefficienza delle nuove procedure antincendio, ed è stato purtroppo dimostrato che eliminare l’unico corpo con competenza diretta sugli incendi boschivi, dotato di mezzi e personale preparato e profondo conoscitore del territorio rurale, ha creato un disastro. Se a tutto ciò si aggiunge che i valorosi ed insostituibili vigili del fuoco risultano essere sotto organico e che, nonostante il grande impegno profuso, non riescono a fronteggiare da soli tutti gli incendi, specialmente se non supportati dai necessari mezzi aerei, che sono risultati insufficienti per garantire lo spegnimento degli incendi, ben si capisce quanto drammatica sia la situazione. In questi anni abbiamo subito gravi eventi sismici, alluvioni, eccezionali nevicate e adesso gli incendi che stanno mettendo in ginocchio il nostro già provato territorio. Non ci possiamo dunque limitare solo a gestire le emergenze, ma è fondamentale attivare le giuste procedure preventive di controllo sul territorio, che evitino o limitino queste catastrofi”.

La Uil a questo punto chiede di “aprire con immediatezza un confronto urgente con le istituzioni provinciali preposte e con la Regione Abruzzo per cercare soluzioni immediate al problema incendi e per predisporre piani d’intervento che prevedano una piu’ capillare e vasta partecipazione attiva all’opera di risanamento e restauro ecologico del territorio, prevedere un potenziamento del volontariato con una più efficace manutenzione del territorio. Altresì la Uil vuole concertare con gli enti preposti le opere da fare per il restauro ecologico dei territori colpiti dagli incendi, preferendo che ci sia una naturalizzazione spontanea dei suoli bruciati e lasciando che la vegetazione recuperi da sola, e predisporre interventi leggeri affidati esclusivamente ad organizzazioni ambientaliste ed evitare qualsiasi intervento meccanico finanziato a ditte e/o società private”.

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