Scattato lo sciopero alla Honeywell

I sindacati la definiscono la più importante vertenza in Val di Sangro. La conferma viene dai numeri: 420 lavoratori della Honeywell rischiano di veder svanire anni di sacrifici, professionalità raggiunte con determinazione e una crisi occupazionale seria e preoccupante. Da oggi sono tutti davanti a cancelli della Honeywell, che produce turbocompressori per veicoli di svariati importanti marchi italiani e esteri. Insieme ai dipendenti dell’azienda, tra le prime ad essersi insediata nell’area industriale sangrina, i rappresentanti sindacali. “Premiamo per un incontro al ministero dello Sviluppo Economico con i responsabili americani e francesi. Da chi ha la titolarità vogliamo conoscere le reali intenzioni sulla fabbrica: ci aspettiamo un piano di rilancio credibile e il mantenimento dei livelli occupazionali – dice Nicola Manzi, coordinatore regionale della UilM. Una richiesta ben precisa, legittima. Nell’ultimo incontro a Roma nella sede del Mise, infatti, sul tavolo non è comparso alcun piano d’investimento, con una  produzione scesa a 700mila pezzi dal 1,4 milioni del 2008. I 420 dipendenti sono passati per tutti gli ammortizzatori sociali e adesso sono in solidarietà: ci resteranno fino al prossimo mese di aprile.

“In tutte le vertenze che abbiamo finora affrontato in altre realtà industriali della provincia di Chieti avevamo davanti un piano: stavolta nulla. Questa è azienda che fa utili e quindi non si capisce la ragione per la quale non si punti ad un suo rilancio – aggiunge Primiano Biscotti della Fim Cisl.

L’astensione dal lavoro quindi andrà avanti in attesa di messaggi positivi dalla Honeywell.

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