Riapertura del caso della statua della Madonnina sfrattata dall’atrio della scuola elementare di Fossacesia

Dopo otto lunghi anni si torna a parlare della statua della Madonnina “sfrattata”, dall’atrio della scuola elementare di Fossacesia, per decisione dell’ex preside dell’Istituto Comprensivo Corrado Moresco, che giustificò il suo gesto portando avanti la tesi della laicità della scuola.

All’epoca la vicenda, come molti ricorderanno, suscitò scalpore nel Comune rivierasco, tant’è che si accesero aspre polemiche con proteste di gran parte della popolazione e di molti genitori degli alunni che si trascinarono per mesi.

Oggi, con l’arrivo del nuovo dirigente scolastico, Mauro Scorrano, si riapre quindi il caso con un incontro informale, svoltosi lo scorso 3 ottobre, richiesto dal presidente del comitato cittadino “Terra nostra”, Ettore Frutti, per parlare con il nuovo preside al fine di individuare una collocazione più dignitosa e sicura dell’effigie mariana. Ancora oggi, infatti, la statua della Madonnina, collocata dal Comune, proprietario dell’edificio, nell’atrio della scuola nel lontano 1954, è ancora segregata nel sottoscala della scuola elementare in piazza Fantini, situazione che, tra l’altro, secondo il nuovo dirigente, costituirebbe un pericolo per l’incolumità degli alunni che frequentano il plesso scolastico.

Durante il colloquio con il dirigente Scorrano, che si è subito dichiarato disponibile insieme al sindaco Enrico Di Giuseppantonio a cercare una idonea sistemazione al simulacro della Vergine, Ettore Frutti ha precisato prima di tutto che l’allora preside Moresco decise personalmente di rimuovere, e in maniera abusiva, la statua, senza aver ricevuto specifiche richieste da parte di cittadini, associazioni agnostiche o confessioni religiose diverse da quella cattolica.

«L’ex dirigente scolastico Moresco – ha spiegato Frutti – prima di rimuovere l’effigie della Madonna avrebbe dovuto interpellare preventivamente la Soprintendenza per i beni artistici, visto che la statua era stata collocata nell’atrio della scuola da oltre cinquant’anni, violando quindi le norme previste dal “Codice dei beni culturali e del paesaggio”. In ogni caso – ha aggiunto Frutti – se non sarà trovata una idonea e sicura soluzione al caso annuncio che mi rivolgerò alla Procura della Repubblica di Lanciano e alla Soprintendenza per i Beni Culturali per denunciare il comportamento illecito dell’ex preside Moresco. A breve – ha concluso il presidente del comitato cittadino “Terra nostra” – oltre ad un referendum popolare, sarà indetto un nuovo incontro con dirigente scolastico, sindaco e cittadini che ritengono di essere stati colpiti nei propri sentimenti di fede e tradizione».