Prime indicazioni sulla raccolta olive: scende la quantità, sale la qualità

La campagna di raccolta delle olive in Abruzzo è alle prime battute. Le previsioni sono buone sia in termini di quantità delle olive raccolte che della qualità dell’olio extra vergine che s’annuncia eccellente. sono i primi dati diffusi oggi dalla Confederazione Produttori Agricoli d’Abruzzo.

Il 2017 non avrà le stesse perfomance del 2015 perché le previsioni parlano di un carico produttivo del 65 – 70% di quanto ottenuto due anni or sono. Alcune aree dell’interno risultano scarseggiare nella produzione a causa delle conseguenze dovute alle forti nevicate e gelate della primavera scorsa cui sono seguiti lunghi periodi siccitosi. Nell’area litorale alcune zone sono state danneggiate dalle ripetute grandinate estive. Assolutamente assente l’attacco della mosca olearia che farà dell’olio extravergine un prodotto eccellente sotto l’aspetto dell’acidità e dell’organoletticità ma anche senza alcun residuo nocivo; da ciò ci aspettiamo buone risposte dal mercato in favore dei produttori agricoli per la remunerazione delle loro fatiche.

Secondo stime indicative la resa olio dovrebbe avere discrete perfomance che s’attesterà intorno al 15%.

I prezzi delle olive dovrebbero attestarsi in una forbice tra 50 e 70 €uro quintale a seconda delle varietà e delle zone produttive oltre che dall’eventuale classificazione in D.O.P., I.G.P., biologico.

Sarà certamente un annata in cui si raccoglierà per intero la produzione sia perché le scorte di olio sono finite che per il fatto che è consolidata l’alternanza tra annata di carica ed una di scarica; tutto ciò metterà a dura prova il sistema dei frantoi che avranno molto da lavorare  verso la quale ci sentiamo di raccomandare di organizzare al meglio il loro prezioso servizio affinchè la qualità finale dell’olio extra vergine non ne esca intaccato.

Il settore olivicolo regionale, più ancora di altri, ha la necessità non più rinviabile di aggregare la produzione ed accorciare la filiera sia per abbattere i costi di produzione che per avere più margini di guadagno in favore dei produttori.

La regione Abruzzo può e deve fare tanto di più al riguardo nello spingere sull’appena abbozzato processo di superamento delle tre D.O.P esistenti (Colline Teatine, Aprutino – Pescarese e Colline Petruziane) in un sistema di certificazione e valorizzazione che sia semplice e favorisca un aggregazione produttiva di chi lo fa per il mercato in concreto oltre, chiaramente, a finalizzare specifiche risorse legate al psr 2014/2020 per ringiovanire gli impianti olivicoli esistenti ed impiantarne dei nuovi che favoriscano le lavorazioni e la raccolta meccanizzata.