Stalker incastrato e arrestato dalla sezione Cyber Crime della Polizia di Pescara

Atti persecutori per ottenere un incontro con una ragazzina, adescamento on line e sostituzione di persona. Queste le accuse per le quali un giovane del chietino è stato tratto in arresto dalla polizia di Pescara.

Le indagini, condotte dalla Sezione Cyber Crime del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Pescara, sono state coordinate dal Centro Nazionale per il contrasto alla pedopornografia su internet.

Il Centro, istituito presso il servizio Polizia Postale dal Ministero dell’Interno, coordina operativamente l’attività investigativa dei vari uffici territoriali della Specialità, mantiene procedure di dialogo con organizzazioni mondiali per perseguire comuni strategie di contrasto ai fenomeni di rischio della rete e aggiorna costantemente una black list di siti con contenuti pedopornografici collocati su macchine in territorio straniero e quindi sottratte alla diretta giurisdizionali della Stato per impedirne l’accesso dall’Italia.

L’operazione è stata avviata grazie alla presentazione della denunce da parte della madre di una adolescente, nella quale ha evidenziato come la figlia minore le avesse confidato che da circa tre anni era oggetto di molestie, minacce e richieste di rapporti sessuali da  parte di un utente social network di Facebook.

Dagli accertamenti forensi svolte è emerso che tra la minore e il suo stalker c’erano stati ben 1670 messaggi. Messaggi con contenuti ‘pesanti’: pressanti richieste di incontri, minacce, pedinamenti. Insomma, uno stillicidio. La ragazza, estenuata dai continue richieste, ha fatto finta di accettare, dando appuntamento al suo stalker, ma all’appuntamento si è presentato con il fidanzato e i suoi amici. Tentativo poi fallito.

La giovane, alla fine si è decisa di raccontare tutto alla madre che ha dato avvio alle indagini che non solo hanno accertato la veridicità dei fatti ma hanno permesso di scoprire altri casi. ‘Amicizie’ su Facebook con altre giovani, con l’unico obiettivo di cercare di avere con loro incontri particolari.

Si è così delineato un quadro probatorio che ha portato l’uomo ad essere indagato per i reati di stalking (aggravato per aver usato strumenti telematici e in danno di una minore), adescamento on-line e sostituzione di persona.

Il pm della Procura Distrettuale de L’Aquila, David Mancini, titolare delle indagini, ha richiesto e ottenuto dal Gip Giuseppe Romano Gargarella, l’applicazione della misura cautelare in carcere.

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