Detenuto dà fuoco a materasso in cella, il SAPPE chiede più agenti nelle carceri

Una protesta tanto stupida quanto ingiustificata è stata commessa martedì sera da un detenuto straniero ristretto nella Casa di Lavoro di Vasto. La notizia è diffusa dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, che torna a lanciare l’allarme sulla recrudescenza di eventi critici e violenti nelle carceri del Paese.

“E’ successo che un internato di origine magrebine si è reso protagonista di un evento increscioso dando fuoco al materasso che aveva in cella. Questo ha causato una fuoriuscita di fumo e condizioni di aria irrespirabile che si sono concretizzate pericolose anche per gli altri detenuti e i poliziotti penitenziari di servizio, per altro in esiguo numero. Una situazione davvero difficile, ma grazie all’intervento della Polizia Penitenziaria, con vera professionalità, la situazione è tornata alla normalità – commenta Donato Capece, segretario generale SAPPE -. Sono stati momenti di grande tensione e pericolo, gestiti con grande coraggio e professionalità dai poliziotti penitenziari. Quanto accaduto a Vasto evidenzia come le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. Particolarmente allarmante la situazione è per la Polizia Penitenziaria di Vasto, che paga pesantemente in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici, anche in considerazione delle gravi carenze organiche del Reparto che determinano pesanti condizioni di lavoro e della discutibile decisione di non ricorrere alle prestazioni di lavoro straordinario per poi non poterle retribuire in una logica perversa di economicità”.

Il Segretario Generale del SAPPE sollecita un rapido intervento del Ministro della Giustizia e del Capo DAP: “Questo di Vasto è l’ennesimo grave evento critico che avviene in un carcere. E’ solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto. Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso: e le responsabilità ricadono su chi ha la responsabilità politica di intervenire, a cominciare dal Ministro della Giustizia Orlando. Ci rendiamo conto che si conferma ogni quel che da tempo denuncia il SAPPE da tempo, ossia che la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, dall’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, dalla mancanza di personale – servono ameno 8.000 Agenti di Polizia Penitenziaria per fronteggiare le costanti criticità -, dal mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento? E ci rendiamo conto, come avevamo denunciato, che mettere i detenuti di 25 anni nei penitenziari minorili è stata una scelta politica sbagliata, che ha determinato anche l’atteggiamento aggressivo dei minorenni verso i poliziotti? E il Ministro Orlando cosa fa?”.

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