Operazione antidroga a Pescara: un arresto e 9 denunce

La Polizia di Stato di Pescara ha eseguito oggi un’ordinanza di custodia cautelare a carico di Sergio Morelli, rom pescarese di 40 anni, per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti perché, nel periodo compreso tra il mese di dicembre del 2016 e il mese di marzo del 2017, in più occasioni ha ceduto dosi di cocaina ad alcuni suoi clienti sia occasionali che abituali. La misura con cui sono stati disposti gli arresti domiciliari, è stata emessa dal GIP del Tribunale del Tribunale di Pescara, Elio Bongrazio, su richiesta del P.M., Gennaro Varone ed è stata eseguita da personale della Squadra Mobile di Pescara.

L’indagine, diretta dalla locale Procura della Repubblica, ha mosso i primi passi nel mese di marzo di quest’anno dopo l’arresto in Belgio del latitante Cristian Cascini, nato ad Atri, classe 1973, che era destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte D’Appello di L’Aquila in quanto condannato a nove anni di reclusione. Tra le persone con cui il ricercato era in contatto durante la sua latitanza, mentre era controllato dai poliziotti della Squadra Mobile, c’era proprio Sergio Morelli, emerso fin da subito come soggetto attivo nello smercio di cocaina.

Per questo motivo, dopo l’arresto del Cascini e la sua estradizione in Italia, sono state attivate una serie di attività tecniche supportate da servizi di osservazione, pedinamento e controllo, che hanno portato alla scoperta di una rete più vasta di spacciatori, attivi tra le province di Teramo e Roma, oltre  che a Pescara, dediti allo spaccio sia di cocaina che di hashish. Oltre al Morelli, infatti, sono state denunciate altre nove persone (otto italiani ed un sudamericano).

Durante delle indagini, inoltre, nell’aprile scorso, in un servizio congiunto con la Squadra Mobile di Teramo era stata arrestata Valentina Colantoni, romana di 35 anni, sorpresa all’uscita del Casello autostradale A/24, in località Basciano, a bordo di una Mercedes Classe A, con un chilo di hashish occultato all’interno del bracciolo dell’autovettura.

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