Polemiche sulla possibile realizzazione di un tempio crematorio a San Vito Chietino

La proposta di progetto per la costruzione di un tempio crematorio nei pressi del cimitero comunale di San Vito Chietino, avanzata dalla società “Civil Enngineering Services” di Andria, capogruppo mandataria dell’associazione temporanea di imprese costituita con la società Ciroldi di Modena, ha acceso in questi giorni un vivace dibattito tra i cittadini del centro costiero. L’idea era stata accolta dalla precedente amministrazione comunale di centrodestra, guidata dall’ex sindaco Rocco Catenaro, che l’ha quindi ufficializzata mediante deliberazione di giunta del 6 aprile 2017, nella quale è stata manifestata la “dichiarazione di pubblico interesse”.

A San Vito, però, nessuno ha mai saputo nulla in merito alla particolare iniziativa avviata dalla giunta Catenaro, fino a quando qualcuno in paese ha iniziato a spargere la voce sulla possibile realizzazione del particolare impianto per l’incinerazione di corpi umani passati a miglior vita. Il primo a parlare della questione è stato Umberto Nacchia, un sanvitese molto attivo e sensibile alle problematiche ambientali della Costa dei Trabocchi.

«Circolano voci a San Vito sulla realizzazione, nel nostro territorio, di un impianto per la cremazione di corpi di defunti che potrebbero potenzialmente arrivare da ogni parte d’Italia – ha esordito Nacchia. – In base all’ultimo programma triennale delle opere pubbliche, i lavori di costruzione dovrebbero iniziare nel secondo trimestre del 2019 per entrare in funzione a fine trimestre del 2020. Se il progetto si dovesse concretizzare – ha aggiunto Nacchia – ci potrebbe essere il rischio concreto di inquinamento ambientale che porterebbe ad un grave disastro economico e turistico con danni incalcolabili e disastrosi per tutte le attività». Sulla faccenda è intervenuto anche il locale segretario del Pd, Guerriero Giannantonio. «Il progetto – ha commentato Giannantonio – ha generato un acceso dibattito tra la cittadinanza, largamente contraria alla realizzazione dell’impianto, al punto di far nascere un comitato spontaneo di cittadini che ha avviato una raccolta di firme per l’eliminazione di tale opera dal Piano Triennale. Nelle prossime ore cercheremo di capire quali sono le reali intenzioni dell’amministrazione Bozzelli in merito a questa scottante questione». Infine anche l’assessore all’ambiente, Gabriella Mancini, ha ritenuto fare alcune precisazioni sulla proposta di progetto. «Questa iniziativa, che qualcuno in paese voleva attribuire alla nostra amministrazione, è stata ereditata dalla precedente giunta Catenaro – ha puntualizzato Mancini. – Mi chiedo come sia possibile che si parli di un tema così sensibile solo ora, strumentalizzando ancora una volta le paure della popolazione, senza essersene preoccupata minimamente dalla data del verbale di deliberazione della giunta Catenaro, con la quale la vecchia amministrazione comunale aveva dato avvio al progetto del tempio crematorio». L’attuale amministrazione, con delibera di giunta dello scorso 23 ottobre, ha comunque provveduto ad annullare in autotutela la precedente delibera della giunta Catenaro, con la quale era stata manifestata la dichiarazione di pubblico interesse per la realizzazione del tempio crematorio. 

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