Troppi furti, azienda di distributori automatici chiede aiuto

Dire che la situazione è diventata insostenibile sembra un eufemismo, ma la realtà, spesso supera anche l’immaginazione. Ne sanno qualcosa alla Ge.Di.Ca. di Campovalano di Campli, azienda specializzata nella somministrazione di alimenti e bevande attraverso distributori automatici. Un servizio che viene offerto in uffici pubblici e privati, in industrie d’Abruzzo e Marche. Macchine di medie e grandi dimensioni che, oltre a distribuire caffè, bevande e merendine, custodiscono al proprio interno monete di vario taglio. E quest’ultimo aspetto non passa inosservato. Già, perché quei soldi nei distributori fanno gola. Così, le macchine vengono sistematicamente forzate e ripulite dell’incasso. Gli ultimi due furti sono stati scoperti oggi, in altrettanti uffici di Giulianova. La lista è lunga, molto lunga. Negli ultimi sei mesi sono stati troppi, e per ogni scasso il danno per l’azienda teramana si aggira tra i 500 ed i 2000 euro, una perdita di 50mila euro l’anno. E non sono davvero pochi. Le denunce oramai fanno fatica ad essere contenute in un falcone ma i colpi continuano e allora uno dei titolari, della Ge.Di.Ca., Bruno Cardelli, ha deciso di lanciare un appello attraverso i media e far presente quanto è costretto a sopportare.

“Da due anni a questa parte – dice – ho subito decine e decine di furti, molte macchine distributrici sono andate distrutte. Alcune macchine, essendo state trovate senza soldi all’interno, sono state sfregiate e rese inutilizzabili scaricandogli addosso un estintore. Ho sporto decine di denunce, senza che però nulla sia sia davvero mosso. La mia azienda sta perdendo giornalmente capitali e sta riportando ingenti danni anche alle macchine distributrici. Gli ultimi furti non li ho denunciati, visto che non c’è modo di fermare quei malviventi temo che dovrò farmi giustizia da solo, o assoldare qualche altro malvivente a tutela della mie macchine distributrici. Probabilmente sarò costretto anche a licenziare del personale visto che l’unico consiglio che ho ricevuto da alcune autorità è stato quello togliere le macchine dai posti “più a rischio” per risolvere il problema in modo definitivo. La situazione è ormai divenuta paradossale. Questa mia richiesta di aiuto è per salvaguardare la mia azienda e quanti vi lavorano e trovare qualcuno che possa aiutarci ad avere finalmente giustizia e evitare l’inevitabile”.

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