Reati urbanistici al complesso residenziale Caletta del Turchino, assolti i Di Nardo

Gli Avv. Alfonso Ucci e Avv. Alberto Paone, difensori rispettivamente dell’Ing. Alfredo Di Nardo e dell’Ing. Maria Teresa Di Nardo nel processo penale meglio conosciuto come “Caletta Turchino” danno notizia che i procedimenti penali riuniti, rubricati ai nn. 759/2012 e 355/3013 RGNR Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanciano hanno visti imputati i Alfredo Di Nardo Alfredo, Maria Teresa Di Nardo e Romeo Montichiaro per reati urbanistici relativi alla realizzazione del complesso residenziale “Caletta del Turchino” in San Vito Chietino e Alfredo Di Nardo e Maria Teresa Di Nardo per reati di falso e truffa sempre legati a variante edilizia inerente il citato complesso immobiliare.

Nel corso del giudizio, ed all’esito di una serie di procedimenti cautelari, sono stati eseguiti sequestri prima totali e poi parziali della struttura ed è stata adottata una ordinanza di demolizione della copertura, con intuibili danni diretti ed indiretti per i progettisti e per la società che ha realizzato il complesso immobiliare. La copertura è stata poi ricostruita identica alla precedente, regolarmente assentita dagli organi comunali e dalla soprintendenza ai beni paesaggistici della regione Abruzzo. Dopo un processo lungo ed articolato, ed all’esito di un’attenta istruttoria che ha permesso di sviscerare ogni aspetto della vicenda, con sentenza resa in data odierna il Dott. Belli, Giudice Unico presso il Tribunale di Lanciano, ha dichiarato non doversi procedere in relazione ad alcuni dei reati edilizi minori contestati perché estinti per sopravvenuto rilascio di permesso di costruire in sanatoria ed ha mandato assolti gli imputati da tutti i restanti reati loro contestati con la formula “perché il fatto non sussiste”.

La sentenza odierna ribadisce e conferma l’assoluta correttezza dell’operato dell’Ing. Alfredo Di Nardo e dell’Ing. Maria Teresa Di Nardo pur se non vale a risarcire gli imputati degli enormi ed ingiusti danni subiti a seguito di una vicenda, iniziata nel lontano maggio 2012,  che ha preso le mosse da accertamenti svolti dagli organi inquirenti in maniera incompleta e non condivisibile.

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