Honeywell, confermata la chiusura

La Honeywell ha comunicato la chiusura dello stabilimento di Val di Sangro. I lavoratori hanno indetto un’assemblea oggi alle ore 18 presso la Sala Polifunzionale di Atessa.

La procedura di mobilità inizierà a partire dal secondo trimestre 2018 per completarsi a maggio. La dismissione di tutte le attività produttive coinciderà con la fine del periodo di solidarietà per i lavoratori.

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha definito la decisione “estremamente grave”. Ieri aveva ricevuto i vertici della Honeywell e nell’occasione aveva rinnovato la disponibilità piena del governo a sostenere programmi di investimento in innovazione e ricerca per mantenere l’attività produttiva nello stabilimento di Atessa. “I vertici di Honeywell hanno ritenuto di non accogliere la proposta avanzata dal Ministro e hanno comunicato la decisione di cessare l’attività”.

Durissimo il segretario generale Fim-Cisl, Marco Bentivogli: “È un epilogo inaccettabile in un quadro in cui peraltro lo stabilimento aveva sempre raggiunto elevati standard di produttività e le istituzioni italiane avevano dimostrato disponibilità a sostenere con investimenti il rilancio produttivo del sito. Chiediamo un immediato intervento del governo e l’apertura di un tavolo di confronto presso il Mise: l’irresponsabilità e il mancato rispetto del sindacato e delle istituzioni non può passare senza una forte reazione – continua Bentivogli -. Tutto avviene poi dopo due mesi di sciopero durante i quali la direzione aziendale di Honeywell non ha avuto neanche la decenza di incontrare il sindacato e i lavoratori per comunicargli le proprie intenzioni, conosciuto solo questa mattina”.

Immediata la reazione delle forze politiche dopo che la dirigenza della multinazionale ha reso nota al Mise e alle parti sociali, di chiudere a breve il sito industriale di Atessa.

“420 lavoratori vedono svanire il loro lavoro e la serenità delle loro famiglie. Una intera area dell’Abruzzo, la val di Sangro, subirà i contraccolpi generali di questa caduta di reddito e consumi. L’economia abruzzese subisce un colpo duro. Ma quello che mi preme evidenziare è adesso il dramma umano che vivono gli operai di questa fabbrica già duramente provati da 2 mesi ininterrotti di sciopero – dichiara Gianni Melilla, capogruppo MDP commissione Bilancio Camera dei Deputati -. I sindacati, la Regione Abruzzo e il Governo Italiano devono a questo punto concordare una strategia per contrastare questa scelta di delocalizzazione della Honeywell che negli anni passati ha avuto dallo Stato italiano tanti incentivi e aiuti. Non si può non restare indignati da questa testimonianza di egoismo e ingratitudine imprenditoriale. Oggi tornerò a parlare di questa vertenza alla Camera dei Deputati”.

“La chiusura della Honeywell è una notizia di una gravità assoluta. È una giornata triste per l’Abruzzo intero. Il mio primo pensiero va ai lavoratori e alle loro famiglie. Lavoratori che, negli anni, hanno fatto grande questa azienda e che ora si sono visti chiudere la porta in faccia. Questo è inaccettabile – commenta il Segretario regionale dell’UDC e sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio -. Non possiamo non reagire e per questo chiederò l’intervento dei nostri rappresentanti alla Camera e in Senato. Alla Regione, rivolgo l’appello perché ci si attivi immediatamente per non lasciare da soli i 420 dipendenti. L’UDC è pronta a fare la sua parte”.

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