Ancora un giallo la morte di Renata Rapposelli

Gli orari che non ridanno, quello spostamento da Loreto a Tolentino e come è morta. Su questi aspetti si concentrano gli inquirenti per ricostruire le ultime ore di vita di Renata Rapposelli. Al lavoro ci sono i Ris dei Carabinieri di Roma, con i colleghi del Nucleo Investigativo di Ancona e di Giulianova, che non stanno tralasciando nulla: dall’esame dell’auto, la Fiat 600 con la quale la pittrice di Chieti si sarebbe fatta accompagnare al Santuario di Loreto, ai reperti raccolti nel piccolo appartamento dei Santoleri, Giuseppe, ex marito, e Simone il figlio, dove Renata si è trattenuta per 20-25 minuti, il 9 ottobre scorso. Presi anche dei farmaci. Non si esclude affatto l’ipotesi che la pittrice pittrice possa essere morta a Giulianova e poi trasportata lontano, avvolta in una coperta e lasciata in una scarpata a pochi passi dal fiume Chienti, a Tolentino. L’autopsia non ha aiutato molto gli inquirenti (il corpo era in avanzato stato di decomposizione), che ora cercano di avere dagli esami dei reperti tracce che possano mettere un punto fermo sull’inchiesta aperta per omicidio e occultamento di cadavere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *