Vasto, assistente capo di Polizia Penitenziaria salva la vita a detenuto

Un agente penitenziario salva un internato di circa 30 anni di origini magrebine che la notte scorsa, nel carcere di Vasto, ha tentato di porre fine alla sua esistenza impiccandosi alla grata della sua camera di pernottamento. A salvarlo un assistente capo di Polizia Penitenziaria il quale, durante il suo giro di controllo, attirato dall’inconfondibile rumore dello sgabello in legno in dotazione di ciascuno dei ristretti, si è immediatamente catapultato nella stanza dove era ospitato il detenuto e una volta all’interno gli ha applicato il protocollo di pronto soccorso previsto in questi casi e lo ha salvato.

La notizia è stata resa nota oggi dal  Vice Segretario Regionale della UIL PA Polizia Penitenziaria, Mauro Nardella.

“Che la polizia penitenziaria sia stata più volte oggetto di spiacevoli commenti da parte dell’opinione pubblica è un dato di fatto. Che la stessa però poco emerga nell’immaginario di tutti quando compie gesti di elevato valore umano rappresenta quasi una costante. Tanto si dice attorno ai baschi blu, infatti, quando ad affiorare è una notizia scandalo che li riguarda ma quasi nulla si sa quando gli stessi salvano da morte sicura detenuti i quali, per un motivo o per un altro, decidono di farla finita. Tutto questo è accaduto nella Casa di Lavoro di Vasto, lo stesso istituto dove, nel corso della riunione indetta dal Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria del Lazio, Abruzzo e Molise tenutasi ieri a Roma si è visto decurtato l’organico di Polizia Penitenziaria di ben 16 unità, gettando l’intero istituto pullulante di personale con oltre 50 anni in media di età, in una situazione assai drammatica”.

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