La Mobilitazione per l’Acqua del Gran Sasso tira fuori i documenti sull’esperimento SOX

Domani, la Mobilitazione per l’Acqua del Gran Sasso divulgherà ed illustrerà tutti i documenti sull’esperimento SOX reperiti presso i Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico. Dalle carte emerge una realtà sconcertante, fatta di quelle che, a nostro avviso, sono gravi omissioni di fatti e circostanze che hanno portato i ministeri a sottovalutare o addirittura non trattare alcuni aspetti dirimenti.

Tre gli appuntamenti fissati per esporre l’incartamento: a Pescara, alle ore 10 presso il Caffè letterario in via delle Caserme; a Teramo, alle ore 12 presso il locale Empatia in via Milli; a L’Aquila, alle ore 15 presso la Villa Comunale (altezza Chalet).

Molte le reazioni politiche alimentate dopo il servizio delle Iene di alcuni giorni fa sull’esperimento nei laboratori nazionali del Gran Sasso.

Fabrizio Di Stefano, senatore del PdL, ha fatto un Question Time in Commissione Ambiente alla Camera per chiedere al Ministro Galletti se sia a conoscenza della vicenda e soprattutto quali urgenti iniziative intenda assumere “per intervenire a garantire la salute e la sicurezza degli abruzzesi. Siamo alquanto preoccupati: l’impegno per tutelare i cittadini deve essere massimo. Ma la risposta che abbiamo ricevuto oltre a non essere esaustiva, getta ancora più incertezza e confusione sulla vicenda. In sostanza il governo sostiene che il nulla osta per procedere alla realizzazione del progetto SOX sia stato “rilasciato sulla base del parere favorevole, con prescrizioni, espresso dall’ISPRA e dalle amministrazioni coinvolte, inclusa la Regione Abruzzo”. Ma la regione invece fa sapere per bocca del Vicepresidente Giovanni Lolli che nel caso dell’esperimento Sox “non c’era pervenuta alcuna comunicazione, nonostante l’esperimento fosse stato autorizzato dallo Stato”. Due sono le cose o la mano destra non sa cosa fa la sinistra, oppure uno dei due mente. Il dato che però rimane ineludibile è che ancora una volta a pagare le conseguenze, in termini di salute e di salvaguardia ambientale, del lassismo e della faciloneria della sinistra saranno i cittadini abruzzesi”

Da parte sua l’esponente di Sinistra Italiana in Consiglio regionale, Leandro Bracco,  ha chiesto la convocazione di un Consiglio regionale straordinario. “D’Alfonso e Lolli ovvero i due più autorevoli membri dell’esecutivo regionale – evidenzia Bracco – hanno il dovere di dire la verità ai cittadini dell’Abruzzo. Tempo fa lo stesso Lolli aveva affermato di voler vedere le carte. Ma nel 2015 è stata proprio la Giunta di cui lui fa parte, tramite un documento ufficiale, a esprimere parere favorevole all’impiego di una sorgente di Cerio 144. Lolli ha mentito sapendo di mentire oppure la lettura di quel documento di rilevanza notevolissima gli è sfuggita? Ma è accettabile una svista del genere? Ovviamente no”.

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