Indagato per indebita percezione e peculato il Rettore Luciano D’Amico

Il pubblico ministero di Teramo, Davide Rosati, ha  indagato il rettore Luciano D’Amico per il doppio incarico ai vertici dell’Università e come presidente del consiglio di amministrazione da dell’Arpa spa e, successivamente, di Tua Spa. D’Amico oggi è stato raggiunto dall’avviso di conclusione delle indagini. Al rettore vengono contestati oltre 57 mila euro che avrebbe percepito indebitamente tra l’agosto 2014 e il febbraio 2017, smettendo di fatto di svolgere l’attività di docente a tempo pieno, requisito che la legge prevede come necessario per poter ricoprire la carica di rettore.

Nell’ambito della medesima inchiesta a D’Amico è contestato anche il peculato. I fatti si riferiscono alla cerimonia “Welcome Matricole” del novembre 2013, e riguardano la consegna di 10 tablet di proprietà dell’Università al personale tecnico che ha affiancato gli artisti Ficarra e Picone. In quel caso il danno patrimoniale a carico dell’ateneo sarebbe stato di 2.671 euro.

Il Rettore è indagato in concorso con il professor Mauro Mattioli anche per un altro caso: era il 2013 e Mattioli da direttore generale della fondazione dell’Ateneo avrebbe richiesto l’indennità di risultato pur non avendone diritto: era infatti in aspettativa.

Sono soddisfatto che il mio esposto alla magistratura ed il mio quesito all’Autorità nazionale anticorruzione abbiano trovato conferma in quanto stabilito dalla Procura di Teramo – così ha commentato l’On. Fabrizio Di Stefano la notizia dell’avviso, al rettore Luciano D’Amico, di conclusione delle indagini da parte della Procura di Teramo -. Ritengo che analogo provvedimento debba essere preso anche per l’altra evidente incompatibilità, cioè il doppio incarico del Prof. Mattoscio nell’Ateneo D’Annunzio e alla guida della Saga – ha concluso Di Stefano.

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