I periti d’ufficio su Rigopiano: “Hotel costruito in zona pericolosa e il sisma non ha provocato la valanga”

L’Hotel Rigopiano non doveva essere lì: la zona era soggetta a valanghe. Così come aveva denunciato il Forum H2O subito dopo la sciagura che il 18 gennaio scorso ha provocato 29 vittime, arriva un’altra conferma, stavolta dai periti nominati dalla Procura della Repubblica di Pescara, che hanno messo nero su bianco come “il bacino valanghivo al termine del quale si trovava l’Hotel dimostra di avere tutte le caratteristiche per poter essere catalogato come un sito valanghivo, soggetto a fenomeni di magnitudo anche elevata, con tempi di ritorno variabili da 36 a 72 anni”.

Nella loro relazione i tecnici sottolineano “un’assoluta negligenza dei soggetti preposti nel non aver considerato l’area come valanghiva”, nonostante tracce evidenti di precedenti eventi, come la valanga del 1944-45 (l’ultima prima quella che ha distrutto l’hotel). Buona parte del bosco risulta rimosso lungo il percorso della valanga – affermano i tecnici – e la conoide è pressoché priva di alberi salvo alcune piante isolate. Sono ben visibili, nelle valli limitrofe, numerose tracce penetranti (corridoi di deforestazione di colore grigio chiaro) causate dallo scorrimento di valanghe nella fascia occupata dalle faggete”.

Non solo. Rispondendo a un altro quesito posto dai magistrati, cioé se le scosse di terremoto registrate quel giorno avessero potuto determinare la valanga, i periti affermano che “l’evento del 18 gennaio può essere considerato relativamente eccezionale per la sua entità e magnitudo ma certamente e oggettivamente prevedibile sulla base di analisi, anche routinarie, in materia di geologia, geomorfologia, nivologia, climatologia e ingegneria della montagna. Si può concludere, con una ragionevole certezza, che le scosse sismiche non hanno giocato un ruolo causale diretto per il distacco della valanga, la quale viceversa è stata innescata per carico gravitativo.

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