Tragedia di Rigopiano, il PdL chiede un Consiglio regionale straordinario

Altre pagine sconvolgenti sulla tragedia di Rigopiano, nuovi squarci sulla catena degli errori commessi quella sera del 18 gennaio 2017. Pagine che, purtroppo, confermano quanto sia ancora carente l’organizzazione per far fronte  alle emergenze e la mancanza di quella cultura della prevenzione che tanti invocano ma in pochi praticano veramente. Soprattutto chi è nelle istituzioni pronti, a disgrazia avvenuta, a rifugiarsi nelle consueta ‘eccezionalità’ degli eventi. Un caos all’italiana, mica solo abruzzese. Ma qui, in Abruzzo, ci sono stati 29 morti quel 18 gennaio e qualcuno, forse, poteva essere salvato. Invece, ignorati avvisi, allerte, sottovalutati i pericoli e quando ci è resi conto di quel che era avvenuto sul Gran Sasso, è stato tardi. Le telefonate intercettate dai Carabinieri del Noe, colloqui finiti sugli atti di indagine che le difese dei 23 indagati e dei legali delle vittime dell’hotel, dimostrano omissioni, bugie e appunto, il caos nelle ore precedenti e successiva alla caduta della valanga assassina. Centoventi pagine che hanno aggiunto sconcerto, rabbia ad una vicenda che sin dai primi momenti ha sollevato polemiche a non finire: colloqui telefonici che fanno emettere sentenze di colpevolezza prim’ancora che si celebrino i processi e con questi le responsabilità. Ma tant’é. Come i colloqui tra i responsabili della Provincia di Pescara e dipendenti dell’Anas, con questi ultimi impegnati sul terreno. Con uno di loro che si lascia andare a una battuta su Rigopiano, con l’hotel isolato. Parole di qualcuno in quei momenti (erano le alle 15.35 del 18 gennaio) al lavoro da ore sulle strade, che ora diventano prove sulla confusione e sottovaluzione della tragedia.

Ci sono poi i messaggi dai quali vien fuori il caos in Regione Abruzzo. Il presidente Luciano D’Alfonso, come evidenziano i carabinieri del Noe,  delega il capo dello staff, Claudio Ruffini, a coordinare gli interventi. Intercettato nell’ambito di un altro procedimento Ruffini per giorni è alle prese con una situazione che finisce di sfuggirgli di mano, con tanti che danno ordini, direttive. La situazione peggiora di ora in ora, nonostante Protezione Civile e Anas tentino di riprogrammare tutto. C’è bisogno di spazzaneve, di turbine e quando finalmente ne spunta una da inviare a Rigopiano il consigliere regionale Lorenzo Sospiri, che il 18 aveva inviato degli sms per sollecitare interventi, ne scrive un ultimo che inquadra quel che stava avvenendo: “La gente sta morendo e voi non vi rendete conto”.

Oggi alla luce di quanto emerge dopo l’invio di altri 23 avvisi di garanzia che sono andati ad aggiungersi ai sei emessi nei mesi dalla Procura di Pescara, il Gruppo consiliare di Forza Italia alla Regione, di cui fa parte Sospiri,  ha ufficialmente richiesto la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio regionale sulla tragedia di Rigopiano. “Aprire il dibattito in aula, senza strumentalizzazioni, né speculazioni, è obbligatorio nei confronti dei sopravvissuti e di coloro che sono morti sotto quella valanga. Vogliamo sapere con quali strumenti ci prepariamo alle prossime ondate di maltempo invernali, dunque quali investimenti reali sono stati messi a punto negli ultimi mesi per dotare tutti i territori degli strumenti necessari per difendersi da neve e alluvioni, e a che punto si trova il Piano Valanghe – spiegano -. Vogliamo sapere quali atti sono stati adottati dall’esecutivo nei confronti di personaggi coinvolti nella vicenda di Farindola e che eventualmente dovessero occupare ancora posti di comando in seno alla Protezione civile o negli altri settori strategici. La tragedia di Rigopiano dovrà avere giustizia, ma nel frattempo è nostro dovere fare in modo che un dramma del genere non si possa mai più ripetere”.

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