Allarme SAPPE: “Al carcere di Vasto precarie condizioni operative e di sicurezza”

Grido d’allarme del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, per le condizioni in cui versa la Casa Lavoro con annessa Sezione Circondariale di Vasto e per le conseguenti critiche condizioni operative del Personale di Polizia Penitenziaria in servizio.

Spiega Donato Capece, segretario generale del SAPPE, che ha incontrato una delegazione sindacale vastese: “Siamo seriamente preoccupati per le precarie condizioni operative di servizio della Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Vasto e per la sicurezza stessa della struttura. Non più tardi di 30 giorni fa è crollato una delle porte carraie del carcere ma dal Ministero, anziché intervenire concretamente, si è pensato di rimodulare gli organici del Corpo con la conseguenza che verrà messa a serio rischio la sicurezza del carcere. In un recentissimo incontro sindacale si è fatta largo addirittura l’ipotesi di sopprimere alcuni posti di servizio importanti e delicati – come l’unità addetto al Blocco –  con tutte le gravi e negative conseguenze che questo determinerà”.

Il SAPPE darà pieno sostegno alle proteste dei poliziotti di Vasto aderenti al Sindacato: “Ci attiveremo presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinchè le giuste proteste dei colleghi di Vasto trovino attenzione e conseguenti provvedimento. Il dato oggettivo è che anche questa denuncia ci conferma che la tensione che caratterizza le carceri, al di là di ogni buona intenzione, è costante. Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per potenziare i livelli di sicurezza delle carceri. Altro che la vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fare alcunchè. La situazione nelle carceri resta allarmante. A Vasto sono oggi detenute 156 persone: 15 imputati, 25 condannati, 116 internati. Una popolazione detenuta assai eterogena e complessa, che determina pesanti condizioni di lavoro per gli Agenti: si pensi che nel primo semestre del 2017 si sono contati nel penitenziario di Vasto 13 atti di autolesionismo, 6 tentati suicidi, 2 colluttazioni e 4 evasioni conseguenti a mancato rientro in carcere dopo licenza ad internati. Non ci si ostini a vedere le carceri con l’occhio deformato dalle preconcette impostazioni ideologiche, che vogliono rappresentare una situazione di normalità che non c’è affatto – conclude Capece -. Si adottino con urgenza provvedimenti necessari per salvaguardare la sicurezza del carcere di Vasto. Gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o – peggio da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno. Non dimentichiamo che contiamo ogni giorno gravi eventi critici, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria”.