Melilla sulla Honeywell: “Lavoriamo su due fronti per salvare l’occupazione”

I tempi non sono brevi ma gli spiragli per offrire una nuova opportunità di lavoro ai 420 dipendenti della Honeywell e ad altri 100-120 dell’indotto, ci sarebbero. Il condizionale è d’obbligo: si tratta di piani che rientrano in un più vasto disegno, che abbraccia tutto il perimetro del Sud dell’Abruzzo e del Molise, cioè dalla Val di Sangro fino all’area industriale di Termoli. Difficile fare previsioni ma una base dalla quale partire c’è. L’ha spiegata oggi Gianni Melilla, deputato di Articolo 1-Mdp nella conferenza stampa tenuta al Caffé ai Portici di Lanciano. Insieme al parlamentare, Francesca Caporale assessore al Comune di Lanciano ed esponente Provinciale di Articolo 1-Mdp e Rocco Di Battista, sindaco di Frisa e membro dell’Esecutivo di Articolo 1 provincia di Chieti. Presente anche il delegato della Fiom-Cigl, Luca Caporale, tra l’altro dipendente della fabbrica di turbocompressori.

“Quanto avvenuto con la Honeywell di Atessa, una multinazionale con 400 siti nel mondo, ha preteso da parte nostra il massimo impegno. La delocalizzazione dalla Val di Sangro in Slovacchia sarà un duro colpo per i lavoratori e per l’intero territorio, che registrerà la perdita di una massa salariare importante – ha detto Melilla -. Ma la politica, in questi giorni, non è stata ferma. Ho incontrato più volte il ministro Calenda e con lui stiamo seguendo due strade. Da una parte si lavora per favorire l’arrivo di alcune aziende che hanno mostrato interesse per il sito di Atessa; dall’altra studiamo per far rientrare l’area industriale sangrina, quella del vastese e infine quella che ricade nel territorio di Termoli nello ZES (Zone Economiche Speciali) il decreto legge approvato nell’agosto scorso per la crescita economica nel Mezzogiorno. In ragione di questa importante prospettiva – ha aggiunto Melilla -, stiamo cercando di convincere il Governo sulle capacità della nostra regione nel campo dell’automotive e qualora il progetto passasse, come pare, potranno essere applicata quella politica attrattiva che favorirebbe investimenti italiani e esteri.  Le possibilità di creare un’area vasta, insomma, ci sono. Porti, collegamenti viabili e ferroviari sono presenti. A ciò si aggiunga anche le possibilità di incrementare l’offerta sotto il profilo turistico e enograstronomico, che potremo vantare nel momento in cui l’Esecutivo si pronuncerà, in maniera definitiva, come sembra, sulla perimetrazione del Parco della costa dei Trabocchi”.

Un pazzle da comporre, ma pure una speranza fondata per i lavoratori della Honeywell, che lunedì prossimo terranno un’assemblea per affrontare la situazione dopo il colpo basso ricevuto dall’azienda. Il 15 novembre scorso, come si ricorderà, la Honeywell aveva comunicato al Ministero ed alle parti sociali, che entro la prossima primavera chiuderà lo stabilimento in Val di Sangro. L’azienda sta incontrando singolarmente i dipendenti offrendo incentivi all’uscita. Si è passati di fatto alla fase della dismissione e si sta creando una frantumazione dell’unità tra le stesse maestranze, al momento smarrite e incerte sul futuro. L’obiettivo è quello della riconversione: i lavoratori sono tutti altamente specializzati e possono mettere sul piatto la loro professionalità a imprenditori decisi a investire su di loro.

“C’è una trattativa che ha preso il via negli ultimi giorni. E’ un’azienda italiana decisa a tornare sul territorio nazionale, che si è mostrata interessata per quel sito industriale -ha specificato Melilla -. Vedremo gli sviluppi”. 

 

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