Una nuova discarica da 210.000 mc per amianto a Rocca San Giovanni

Realizzare una grande discarica per 210.000 mc di amianto in matrice cementizia o resinoide in cambio della sistemazione ambientale definitiva di una vecchia discarica per rifiuti speciali a Rocca San Giovanni, località Fontanelli realizzata in una cava: è questa la proposta depositata il 29 dicembre in Regione per la Valutazione di Impatto Ambientale.

Quello che appare un vero e proprio “scambio” è stato proposto dalla società RSG Srl che ha concluso un accordo con la Società Meridionale Inerti di Vasto proprietaria della vecchia discarica in disuso da circa 15 anni. Per le osservazioni, la scadenza è fissata per il prossimo 27 febbraio.

Le due vasche furono autorizzate nel 1993 per accogliere rifiuti speciali non pericolosi e il progetto prevedeva una capienza di 220.000 mc con pacchetto di copertura finale. Ebbene, sarebbero stati conferiti “solo” 153.000 mc con una capienza residua di 67.000 mc non sfruttata. In ogni caso le due vasche furono coperte da un telo impermeabile come sistemazione provvisoria e l’impianto sottoposto a monitoraggio e manutenzione ordinaria.

Oggi i proponenti sostengono che la chiusura definitiva della discarica e la successiva gestione post-operativa, molto costosa, sarebbe possibile solo autorizzando una nuova discarica da 210.000 mc a fianco di quella vecchia, in modo tale da recuperare le somme per intervenire sull’impianto esistente.

“Il tutto avverrebbe a pochi metri dal Sito di Interesse Comunitario e Riserva naturale Fosso delle Farfalle, visto che a separare l’impianto dall’area protetta ci sarebbe solo la larghezza di una strada secondaria. La distanza dal Polycenter, che accoglie ogni giorno migliaia di persone, è di 400 metri. A nostro avviso – afferma il Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua – non si può certo subordinare la sistemazione definitiva della vecchia discarica, obbligatoria per legge, ad un nuovo intervento. Tra l’altro il recupero della cava sarebbe già dovuto avvenire!  Se passasse questo principio allora dovrebbe valere per qualsiasi attività, dalle industrie alle discariche, con le attività di bonifica connesse solo a nuovi interventi. Pertanto invitiamo gli enti ad imporre senza ulteriore indugio la realizzazione delle iniziative di sistemazione previste sia per la cava che per la discarica esistente”.