Carcere di Lanciano, la protesta continua

Dal 10 gennaio scorso la Polizia Penitenziaria di Lanciano sta protestando con l’astensione dalla mensa di servizio indetta dai sindacati a sostegno dello stato di agitazione proclamato da UIL-SAPPE-OSAPP-SINAPPE-CNPP-CISL contro la prevista riapertura di almeno un reparto chiuso da anni.

Nuovamente l’amministrazione ha deciso unilateralmente di ignorare i diritti dei lavoratori e di pensare solo ad una parte del problema, ovvero gli spazi detentivi….

Le organizzazioni sindacali di Lanciano non ci stanno, non si possono comprimere i diritti dei lavoratori: “Con il nuovo reparto non si riuscirà a garantire che il 50% delle ferie spettanti, ovvero ogni lavoratore vedrà negarsi il sacrosanto diritto al recupero psicofisico, questo in aggiunta agli oltre 14000 giorni di ferie non godute degli anni precedenti da l’idea di ciò che stiamo sopportando. Ad oggi infatti ogni dipendente ha in media 100 giorni di ferie non godute da recuperare e secondo l’amministrazione penitenziaria dovremmo accettare la diminuzione delle ferie annue del 50%. Grazie ai nuovi posti di servizio le ferie non godute aumenteranno di almeno 2500 giorni l’anno, senza contare che saranno necessarie oltre 2000 ore di straordinario per garantire questo tipo di servizio”.

Com’era prevedibile la riunione urgente di oggi, sollecitata dalle OO.SS., con il Direttore dott.ssa Maria Lucia Avantaggiato non ha portato a nulla, pertanto la protesta prosegue con la richiesta d’incontro urgente al provveditore, dott.ssa Cinzia Calandrino, la stessa che pochi mesi or sono ci aveva garantito che non era stata disposta l’apertura di nessun nuovo reparto presso la CC Lanciano, inoltre prevediamo di svolgere un sit-in di protesta nei prossimi giorni. “Dopotutto chiediamo solo il rispetto della dignità dei lavoratori della Casa circondariale di Lanciano e dovrebbe essere pacifico che le ferie sono un diritto inalienabile. Le nostre richieste possono riassumersi come segue: l’invio di personale in missione per garantire lo smaltimento delle ferie arretrate, ad oggi oltre 14000 giorni; l’invio del personale indispensabile per gestire il nuovo reparto, almeno 15 unità; la rivisitazione dei posti di servizio in base al personale effettivamente a disposizione della direzione del carcere Lancianese”

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