L’Acea chiede alla Sasi il pagamento di 6 milioni di euro

Una batosta inaspettata in in una questione complessa e delicata come quella relativa alla vertenza Sasi-Acea Energia. E’ giunta infatti una richiesta da parte dell’Azienda Comunale Energia e Ambiente, di Roma, che sfrutta dagli anni ’50 l’invaso di Casoli per la produzione di energia elettrica per la Capitale, con un atto di precetto, ha chiesto il pagamento della somma indicata nella sentenza del 1 Febbraio 2017 (sentenza definitiva da parte del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma) che ha stabilito un esborso da parte della Sasi di 6 milioni di euro.

“La prima richiesta da parte dell’Acea per illegittimo prelievo di acqua dalla Maiella ammontava a 15 milioni di euro, 13 milioni il primo risarcimento dovuto, fino ad arrivare agli attuali sei – puntualizza il presidente Gianfranco Basterebbe ricordando i numeri della complicata vicenda – i nostri avvocati continuano ad essere in contatto con i legali dell’Acea e stanno lavorando per individuare altre soluzioni. Prima di tutto chiedere la sospensione di questo atto. L’ho sottolineato già in altre occasioni, c’è stata anche una conferenza stampa sull’argomento, e lo ribadisco ancora una volta, sono fiducioso nella positiva conclusione di questa storia, siamo determinati a mettere in campo tutte le azioni necessarie per evitare che la Società debba pagare questa somma”. Il contenzioso, val la pena di ricordare, va avanti da molti anni, addirittura quando c’era la Cassa del Mezzogiorno, poi si è riaperto con il Consorzio Acquedottistico fino ad arrivare all’ultimo atto, in ordine di tempo, ovvero alla decisione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma che con sentenza parziale dell’11 giugno del 2013 ha stabilito il versamento all’Acea di 6 milioni di euro più le spese legali. Sentenza diventata poi definitiva nel Febbraio scorso.

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