Alessandro freddato in riva al torrente di Fosso Vallelunga

Una esecuzione in piena regola. E’ questa l’ipotesi che si fa strada tra gli inquirenti. Ma chi ce l’aveva con Alessandro Neri da freddarlo con un colpo di pistola al torace? Si scava nella sua vita privata, tra amici, conoscenti, parenti e persone che hanno avuto a che fare con il giovane 29enne a Spoltore, dove viveva con la famiglia, nel pescarese e persino in Venezuela. Nel paese sudamericano i suoi erano stati per anni e avevano avuto anche un certo successo. prima di rientrate in Italia. Non è un lavoro facile per cerca di dare un volto a chi o ha ammazzato. Anzi. Alessandro è stato ucciso in un luogo appartato, difficile da raggiungere. E’ stato portato a Fosso Vallelonga probabilmente sotto minaccia, un particolare che porta a non escludere  che insieme al giovane vi fossero almeno due persone. Di certo per arrivare in quel luogo ai piedi della collina di San Silvestro non è stata usata la sua Cinquecento rossa: l’auto era parcheggiata in centro, a Pescara. Una volta a Fosso Vallelonga, Alessandro sarebbe stato fatto sedere a poca distanza dal torrente che scorre tra la fitta vegetazione e poi è stato ucciso. Da indiscrezioni pare che il capo fosse coperto dal cappuccio della sua felpa.

Oggi i Ris di Roma hanno setacciato l’intera area dove ieri è stato rinvenuto il cadavere per cercare elementi utili alle indagini. Una zona individuata grazie al cellulare di Alessandro ancora in funzione: il resto lo hanno fatto i cani molecolari. Nessun traccia, invece, del portafogli.