Raccolta di firme per eliminare il varco elettronico San Giovanni in Venere – Fossacesia

Una circostanziata istanza, sottoscritta da un centinaio di cittadini di Fossacesia, è stata inviata al Prefetto di Chieti, Antonio Corona, per chiedere di prendere urgenti provvedimenti al fine di eliminare il varco elettronico recentemente installato nell’area pedonale di San Giovanni in Venere. «Prima di tutto – si legge nel documento inviato alla più alta autorità governativa della Provincia – è importante sottolineare che l’abbazia di San Giovanni in Venere, ancor prima di essere “monumento nazionale” e quindi soggetto a giusta tutela, da centinaia di anni è luogo di culto e quindi vitale centro di spiritualità non solo per Fossacesia, ma anche per l’intera zona frentana. Per tale ragione nel monastero si svolgono, in maniera assidua, attività di volontariato nel corso delle celebrazioni religiose e dove frequentemente si incontrano gruppi per portare avanti attività di preghiera con la preziosa guida dei padri passionisti.

Tra i gruppi che operano nel complesso abbaziale troviamo il coro liturgico, la “Scuola di preghiera”, gli “Amici di Gesù crocifisso”, il gruppo Mariano Monfortano, il gruppo “Comunione e Liberazione”, il gruppo per il corso di preparazione al matrimonio e un’attiva squadra di volontari che si occupa della manutenzione e della pulizia del chiostro e dell’abbazia.

Tra l’altro è da tenere presente che i padri passionisti hanno avuto l’incarico di assistere le famiglie bisognose attraverso la consegna di alimenti di prima necessità, per cui periodicamente dette famiglie hanno l’esigenza di entrare con i propri veicoli nell’area pedonale al fine di poter caricare le necessarie provviste. Hanno necessità di recarsi in abbazia con i propri mezzi anche molti benefattori che consegnano alimenti e provviste da depositare al convento dei passionisti». L’installazione del varco elettronico nell’area pedonale di San Giovanni in Venere, a detta dei firmatari della petizione, causerà quindi l’inevitabile fine di tutte le suddette attività di volontariato, linfa vitale per l’importante struttura religiosa, attività per le quali spesso è necessario entrare con veicoli privati per scaricare o caricare materiale ingombrante. «Inoltre – si legge inoltre nella nota – tutti i gruppi sono costituiti perlopiù da persone anziane che si recano in abbazia maggiormente la mattina presto, per partecipare alla messa quotidiana nella cappella del convento, o nelle ore serali per le suindicate attività, per cui, soprattutto nella stagione invernale, diventa davvero disagevole lasciare le automobili nei parcheggi esterni, situati a diverse decine di metri dall’abbazia, tra l’altro non sottoposti a videosorveglianza, per cui i veicoli sono spesso a rischio di danneggiamento da parte dai vandali».

Ma ciò che preoccupa maggiormente chi frequenta spesso l’abbazia per volontariato o per partecipare alle varie attività religiose, è il sempre più probabile abbandono del convento da parte dei padri passionisti, arrivati a Fossacesia oltre sessant’anni fa e oggi sempre più isolati a causa degli assurdi provvedimenti emanati dall’Amministrazione Comunale, che stanno praticamente portando al definitivo tracollo il celebre complesso abbaziale. Si prospetta quindi un triste scenario per la cittadina costiera con un futuro incerto per gli abitanti di Fossacesia e per quelli dei centri limitrofi che, da un giorno all’altro, potrebbero assistere al ritiro dei padri passionisti dal convento se l’Amministrazione Comunale dovesse continuare a salvaguardare solo il monumento, senza tenere conto delle esigenze di culto e di quelle legate alle svariare attività che si svolgono in abbazia, che sono le principali finalità del luogo sacro. Per concludere l’installazione del varco elettronico provocherà quindi solo disagi ai fedeli, ai portatori di handicap, ai padri passionisti e a chi quotidianamente svolge servizi di volontariato all’interno del cenobio benedettino, che rischia davvero di diventare una “cattedrale nel deserto”.

L’istanza è stata inviata per conoscenza anche al sindaco, Enrico Di Giuseppantonio, al Comando di Polizia Municipale di Fossacesia, alla locale Stazione Carabinieri, all’Arcivescovo della Diocesi di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte, al superiore dei Passionisti di San Giovanni in Venere, padre Pierluigi Di Eugenio, e al Provinciale dei Passionisti, padre Luigi Vaninetti. Fossacesia.

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