L’AVAS. Daniela Martorella: “Troppi incidenti e danni dai cinghiali. Chi deve intervenire lo faccia presto”

Il 6 novembre 2016, a seguito del sinistro verificatosi il 30 agosto 2016 sulla Fondovalle Sangro in cui ha perso la vita la giovane madre di Bomba, Daniela Martorella, era stata costituita l’A.V.A.S. Daniela Martorella (Associazione Vittime Animali Selvatici) al fine di assistere quanti subissero danni causati dalla fauna selvatica.

L’’A.V.A.S., attraverso anche l’ausilio dei tecnici, (che ne sono anche membri costitutivi e componenti del Consiglio Direttivo) quali il p.i. Fiorenzo Carlini, lo psichiatra dott. Danilo Montinaro, l’agronomo dott. Domenico Di Nardo e lo stesso avv. Anna Franca Rossetti, nel corso di questi due anni di attività ha prestato e sta prestando assistenza a quanti vi si sono rivolti a causa dei danni subiti sia in agricoltura che in sinistri stradali. 

L’avv. Anna Franca Rossetti torna ancora una volta a denunciare quanto grave sia il problema della proliferazione incontrollata ed indiscriminata degli animali selvatici, soprattutto nella provincia di Chieti. La stessa asserisce, per dare le dimensioni del problema che, solo negli ultimi giorni si sono rivolti al suo studio legale ben tre utenti coinvolti in sinistri stradali con la fauna selvatica.

Sabato alle ore 8 del mattino R.S. di Lanciano, a bordo della Mercedes ML 320, in località Santa Calcagna veniva investito da un capriolo di grossa taglia che attraversandogli all’improvviso la strada provocava la rottura di tutta la parte anteriore dell’auto.

Domenica il sig. I.S., di Atessa, a bordo della autovettura Polo ad Atessa alla c.da Campanelli località Piazzano, si vedeva tagliare la strada da un capriolo di dimensioni considerevoli, l’impatto di rilevante entità, causava danni al mezzo tali da non renderlo più marciante ed il ragazzo/conducente veniva trasportato dapprima al pronto soccorso di Atessa e poi a Lanciano e riportava “cervicalgia da contraccolpo e frattura sternale” con una prognosi di giorno 25 s.c.

Lunedì alle ore 24 circa, il sig. Franco Capuzzi, noto imprenditore della moda e titolare dello store Capuzzi di Casoli, alla guida della sua Audi stava percorrendo la S.S. 652 Fondo Valle Sangro con direzione mare-monti, a circa due chilometri prima dell’uscita per lo stabilimento Sevel di Atessa un cinghiale di grosse dimensioni gli attraversava la strada e gli provocava ingenti danni nella parte latero-anteriore del veicolo.

Al fine di cercare soluzione al problema del proliferare incontrollato delle specie selvatiche, l’AVAS si è fatta parta attiva in merito alla risoluzione delle questioni; infatti, in data 19 luglio 2017, una sua rappresentanza  è stata ricevuta dal Presidente della Regione, dott. Luciano D’Alfonso, per la presentazione del progetto regionale redatto dal prof. Massimiliano Mezzanotte (docente di diritto regionale presso Unite) riguardante i risarcimenti danni a cose e persone a seguito di incidenti con la fauna selvatica. In particolare, la proposta prevede la copertura assicurativa da parte della Regione dei sinistri con gli animali selvatici. L’utente potrebbe così rivolgere la richiesta direttamente alla Regione, che a quel punto non farà altro che girare la pratica alla compagnia assicurativa.

Questo comporterebbe un indubbio vantaggio anche per la Regione in termini di costi di giustizia; allo stato sono numerosissime le cause pendenti, in primo e secondo grado, avanti ai Giudici abruzzesi.

La problematica è amplificata a causa dell’elevato numero di esemplari esistenti e della loro rapida riproduzione. E’ necessario quindi che le istituzioni comprendano quanto grave sia il problema soprattutto nel chietino e quanto impellente sia trovare delle soluzioni definitive e delle risposte certe per la sicurezza di tutti i cittadini.

La questione è particolarmente delicata soprattutto per le imprese agricole.

Il dott. Domenico Di Nardo (consulente nel campo agricolo e membro del direttivo  A.V.A.S.), analizzando il problema e seguendo da vicino molte imprese agricole del territorio sostiene che, sebbene ci siano delle piccole iniziative da parte della Regione, gli agricoltori sono scoraggiati addirittura nel coltivare i campi in quanto distrutti dai cinghiali, le richieste di danni da parte delle imprese agricole sono sempre di più e solo una piccola percentuale viene pagata dalla Regione Abruzzo, anche perché con la regola del de minimis le grandi aziende non sono affatto rimborsate dei danni subiti.

Il bando emanato dalla Regione Abruzzo è inapplicabile nelle zone collinari e litoranee del nostro territorio, dove oggi invece c’è una maggiore pressione da parte degli ungulati.

La gravità del problema richiede soluzioni drastiche da parte degli organi competenti.

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