Fusione tra Attiva e Linda, l’Ugl chiede chiarezza su lavoratori e bilanci

“Lunedì prossimo, 30 aprile, Ambiente Spa presenterà il progetto definitivo di fusione della società con Attiva Spa e Linda Spa, le due società in house che gestiscono la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti rispettivamente nei comuni di Pescara e Città Sant’Angelo. La notizia è stata ufficializzata alle categorie sindacali nei giorni scorsi, nel corso di una riunione convocata dai vertici delle tre società, presentando, di fatto un piatto già pronto: l’intera procedura che, dalle prime voci, vedrebbe già l’accordo delle amministrazioni comunali coinvolte, dovrebbe chiudersi entro un anno, ma a oggi ancora non sappiamo quali siano le garanzie per i circa 260 lavoratori, né su quali siano i bilanci delle tre società. Ma soprattutto, il progetto prevede anche la realizzazione dell’impianto ‘madre di tutti gli impianti per il trattamento della frazione organica dei rifiuti per la produzione di energia, ovvero di metano’, sappiamo che dovrebbe sorgere a Pescara, ma non sappiamo dove e soprattutto non ne conosciamo l’impatto ambientale. Dopo alcuni giorni di riflessione, la Ugl chiede allora che si fermi la procedura in corso e che si apra una discussione pubblica coinvolgendo, evidentemente, anche il Consiglio comunale di Pescara che, sino a oggi, ha stranamente taciuto sulla vicenda”.

Lo hanno detto Armando Foschi, membro del Direttivo provinciale dell’Ugl, e Gianna De Amicis, Segretario regionale Ugl, ufficializzando la posizione del sindacato in merito all’iniziativa.

“Nei giorni scorsi – hanno spiegato Foschi e De Amicis – la Ugl è stata convocata alla riunione congiunta dei vertici delle governance di Attiva Spa, Linda Spa e Ambiente Spa, che gestisce, quest’ultima, il settore rifiuti in 41 comuni. Oggetto dell’incontro: la fusione delle tre società, di cui due oggi in house con i Comuni come unici soci, in una nuova società unica, un processo che addirittura, com’è emerso nell’incontro, sarebbe partito già un anno fa, primavera del 2017, anche se mai nessuno ne aveva sentito parlare prima d’ora, e che si trova in una fase tanto avanzata che Ambiente Spa presenterà lunedì prossimo, 30 aprile, il progetto definitivo di accorpamento, teoricamente allegando piano industriale e piano economico-finanziario, alle amministrazioni comunali coinvolte. L’obiettivo, a detta delle governance, sarebbe quello di fare fronte comune rispetto ai costi oggi legati alla raccolta, smaltimento e gestione del pattume che imporrebbero due strade: o arrivare al 65 per cento di raccolta differenziata in tutti i Comuni entro il prossimo triennio, ma alzando le tasse ai cittadini; oppure fondere le tre società in modo da disporre di volumi di rifiuti tali da rendere la società unica realmente redditizia, creando un soggetto giuridico che non abbia neanche i vincoli delle società in house. Ambiente Spa ha già prospettato quelli che sarebbero i punti di forza, a suo giudizio, di questa fusione, come la possibilità di accorpare la gestione degli impianti già esistenti, come la piattaforma di Alanno, acquisita da Attiva, per lo stoccaggio di plastica e metallo, oltre alle due riciclerie-centri di riuso, di cui uno nel rione Colli; o la piattaforma di Loreto Aprutino, gestita da Ambiente Spa, che potrebbe essere usata per lo stoccaggio del vetro; e la terza piattaforma-ricicleria della Linda Spa a Città Sant’Angelo. Ma la vera partita, oltre alla possibilità di gestire un capitale sociale di 6milioni di euro, si giocherebbe sulla realizzazione di un grande impianto, teoricamente all’avanguardia, per la lavorazione del FORSU, ossia della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, l’umido, per la produzione di energia, ossia bio-metano. Ambiente Spa ha rivelato di avere già un’idea per la sua localizzazione territoriale, senza svelare il ‘dove’, anche se le voci, durante la riunione, hanno indicato una zona su Pescara, dopo che Città Sant’Angelo avrebbe già negato la possibilità di utilizzare il proprio territorio temendo la protesta cittadina per i possibili effetti ambientali di tale impianto. Questi gli unici elementi forniti nel corso della riunione, cui hanno preso parte, oltre all’Ugl, anche i rappresentanti di Cgil, Fiadel, Uil e Cisl, per tutto il resto occorrerebbe attendere lunedì, ovvero la presentazione ai Comuni del Progetto di Fusione. La Ugl – hanno aggiunto Foschi e De Amicis -, dopo alcuni giorni di riflessione, ha però maturato una serie di perplessità, a partire dal silenzio e dalla segretezza che, sino a oggi, hanno circondato una tale procedura, di cui si fornisce qualche notizia solo quando il pacco è già stato confezionato. Possibile che il sindaco Alessandrini o l’assessore delegato Marchegiani, non ne sapessero nulla? Non possiamo credere a una simile tesi, e allora chiediamo perché in un anno di lavoro non hanno informato il Consiglio comunale o la città di tale evenienza, ricordando che Attiva Spa è una società pubblica in house che vive di soldi pubblici erogati dal Comune, unico socio. In secondo luogo, esprimiamo le nostre preoccupazioni innanzitutto sul personale: Attiva conta oggi 220 dipendenti, contro i 10 dipendenti di Ambiente Spa e le 30 unità di Linda Spa, e a oggi non sappiamo quali saranno le garanzie di tutela del posto di lavoro per quei dipendenti, visto che già nel corso della riunione sono tornate le parole come ‘lavoro somministrato’ e agenzie interinali. Poi riteniamo che, prima di procedere a occhi chiusi in tale avventura, vadano resi noti i bilanci delle tre società destinate alla fusione, temendo un nuovo ‘caso’ Tua. Infine, chiediamo di conoscere la localizzazione dell’impianto di biometano che dovrebbe sorgere su Pescara e che vadano coinvolti subito organismi e Associazioni ambientaliste per la valutazione dell’impatto ambientale. E soprattutto, riteniamo obbligatorio coinvolgere nel dibattito il Consiglio comunale portando in aula una tale decisione prim’ancora di cominciare a leggere il Progetto di fusione, una tale procedura va necessariamente condivisa con tutti gli eletti del popolo e non può essere decisa dal sindaco Alessandrini. Per tali ragioni – hanno detto Foschi e De Amicis – chiediamo formalmente che venga sospesa la procedura di fusione delle tre società in attesa di chiarire i troppi lati scuri del provvedimento avviato, chiedendo, peraltro, alla Regione Abruzzo se fosse a conoscenza di tale procedimento in corso”.

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