Morte di Giulia Di Sabatino: la ragazza non si lanciò dal cavalcavia

Nessuna traccia di ruggine e nemmeno terriccio sugli indumenti, sui resti e nemmeno sotto le suole di una scarpa da tennis di Giulia Di Sabatino. Nulla di compatibile con la ringhiera in ferro e il parapetto del cavalcavia della A14, tra Giulianova e Mosciano da cui la ragazza sarebbe volata giù, nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2015.

I risultati degli esami dei Ris di Roma sono stati rivelati nella trasmissione Chi l’ha visto? su RaiTre, andato in onda stasera. Nel programma condotto da Federica Sciarelli, che non ha mai smesso in questi anni di scavare per capire cosa sia successo alla 19enne di Tortoreto, si sono fatte strada nuove ipotesi sul mistero che avvolge la tragica morte di Giulia. Il corpo della giovane era stato trovato sulla corsia nord dell’autostrada, proprio sotto il ponte autostradale, e questo aveva fatto ipotizzare un suicidio. Le perizie dei Ris però smentiscono ora questa ricostruzione dei fatti: Giulia non ha scavalcato la recinzione del viadotto. Forse è stata lanciata? Oppure è morta, uccisa, e il corpo è stato abbandonato successivamente sul quel punto della A14 per far pensare altro.

Si scava di nuovo per mettere a fuoco le ultime ore di vita della giovane, soprattutto per chiarire la posizione di chi l’ha vista e frequentata quella notte. Sotto la scarpa esaminata, come è emerso nella trasmissione di RaiTre e alla quale hanno preso parte i genitori e la nonna della ragazza, sono state rinvenute numerose tracce di stearato di potassio,una sostanza presente in lacche, deodoranti e anche nelle scarpe usate nelle sale da bowling. Già, il bowling, il locale di Tortoreto dove Giulia è stata vista prima di scomparire da alcuni testimoni. Vacilla anche il racconto del 26enne di Mosciano Sant’Angelo, il ragazzo della famosa Panda rossa, visto da un testimone fermo sul cavalcavia della A14, a discutere con Giulia. Da lì, secondo quanto riferito agli inquirenti mesi dopo, rintracciato mesi dopo a conclusioni di minuziose ricerche per identificare il proprietario dell’auto, il giovane raccontò d’aver trovato sul viadotto la ragazza e una volta convinta, lei sarebbe salita sulla sua Panda e insieme avrebbe raggiunto Mosciano, dove sarebbero stati per 5 ore. Lì avrebbero avuto un rapporto, confermato dalla presenza di tracce seminali su alcuni indumenti rilevati dagli inquirenti.

Una versione che non convince affatto Luciano e Mary Di Sabatino. Anche perché c’è la testimonianza di un camionista che qualche giorno dopo la tragica fine di Giulia, spontaneamente ha contatto gli investigatori, per riferire d’aver notato quella notte sull’A14, a qualche chilometro di distanza dal punto in cui è stata trovata Giulia, due uomini tenere sotto braccio una ragazza. Per lui era sicuramente Giulia. Sull’ora dell’avvistamento, però, c’è qualche discordanza: il corpo della giovane è stato rinvenuto sull’asfalto all’alba, mentre il camionista fatica ad essere preciso e  colloca le immagini della giovane sorretta dai due uomini che cammina sull’A14, tra la mezzanotte e l’una.

La verità su chi e perché abbia ucciso Giulia nel giorno del suo compleanno e che era pronta a  raggiungere la sorella a Londra, non sembra essere lontana.

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