Orrore sulla A14: Filippone ha sedato la figlia prima di lanciarla nel vuoto

Una massiccia dose di benzodiazepine, sarebbe stato iniettato o diluito con qualche bevanda da Fausto Filippone e fatto assumere alla figlia Ludovica prima che la piccola fosse portata sul viadotto Alento della A14 e gettata giù dal padre da un’altezza di 40 metri. La conferma che lo psicofarmaco sia stato somministrato in una certa quantità, è stata fatta dall’anatomopatologo Cristian D’Ovidio, che è stato incaricato dalla Procura di Chieti che indaga sulla domenica di morte e orrore di eseguire non solo l’autopsia ma anche gli esami istologici e tossicologici su Filippone, la bambina e la moglie, Marina Angrilli, fatta precipitare un’ora prima di Ludovica da un balcone al secondo piano di una palazzina di largo Repubblica, a Chieti Scalo.

La siringa e un bicchiere di plastica sono stati trovati dagli inquirenti nella Bmw del manager della Brioni di Penne, lasciata parcheggiata in un’area di sosta dell’autostrada, poche centinaia di metri dal punto del cavalcavia dal quale dopo le 13 di domenica 20 maggio, Filippone ha lanciato la bambina e alle ore 20 si lasciato cadere per uccidersi. Escluso l’uso della cocaina, nonostante la presenza di tracce nell’auto.

Emerge anche un altro particolare, che conferma che Filippone avesse preparato tutto. Non solo i sopralluoghi sopra e sotto il ponte Alento ma anche una telefonata, fatta due giorni prima ad uno studente ospite dell’appartamento di Chieti Scalo. Fausto, Marina e Ludovica, vivevano a Pescara e quella casa, di proprietà del Filippone veniva dato in affittato a universitari. In quella chiamata, Fausto ha chiesto a chi occupava la stanza da letto che la porta non fosse chiusa a chiave nel fine settimana. E così è stato. Proprio dal balcone di quella stanza, Marina, invitata fuori per un foto, è stata spinta in basso, morendo qualche ore dopo all’ospedale SS Annunziata di Chieti per le gravi lesioni riportate.

Fausto, nonostante quel che era accaduto, nonostante la presenza degli operatori del 118 accorsi e della polizia sul posto, è riuscito ad allontanarsi e a raggiungere via Punta Penna , a Pescara, per prendere la figlia. “Ho una sorpresa per te, scendi in strada che ti porto in un bel posto – le ha detto al telefono. La piccola era con la nonna e contenta ha raggiunto il papà. Nel tragitto, molto probabilmente, Fausto ha fatto assumere all’insaputa della piccola del benzodiazepine, presente ad esempio nel Valium, che ne hanno ridotto la lucidità mentale e la coordinazione motoria di Ludovica.

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