Il Beato Nunzio Sulprizio presto Santo

“L’8 giugno 2018, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Durante l’Udienza, il Sommo Pontefice ha autorizzato la medesima Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

– il miracolo, attribuito all’intercessione del Beato Nunzio Sulprizio, Laico; nato a Pescosansonesco (Italia) il 13 aprile 1817 e morto a Napoli (Italia) il 5 maggio 1836”. (clicca qui)

Queste le parole del bollettino della Santa Sede pubblicato oggi, sabato 9 giugno 2018, alle 12, con cui viene riconosciuto un miracolo al beato Nunzio Sulprizio.

«Siamo felicissimi della notizia – afferma monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne – e siamo in attesa di ricevere il decreto ufficiale della Congregazione delle Cause dei Santi e chissà la data della canonizzazione dell’adolescente di Pescosansonesco».

È entusiasta monsignor Valentinetti perché il riconoscimento del miracolo è l’ultimo passo del percorso di santificazione. «Si tratta della guarigione di un giovane pugliese, di Taranto– spiega l’arcivescovo – coinvolto in un grave incidente stradale una decina di anni fa. Le lesioni celebrali causate dal tragico impatto e i danni permanenti provocati dalla disgrazia, avrebbero dovuto ridurre il ragazzo a importanti riduzioni motorie e invece l’intercessione del Beato Nunzio, riconosciuto dal giovane nel sogno, lo ha guarito “inspiegabilmente” per la scienza e “miracolosamente” per la fede».

Si attende, ora, la data ufficiale in cui Papa Francesco proclamerà Santo il beato Nunzio Sulprizio, operaio. «Certo è – conclude Valentinetti – che questa bella notizia cade nell’anno sinodale dedicato ai giovani. La fede tenace e paziente del giovane abruzzese, la capacità di riconoscere la presenza di Dio anche nelle avversità della vita e nel dolore e la testimonianza legata alla gioiosa condivisione e al sostegno amorevole sono, senza dubbio, un esempio per tutti i suoi coetanei».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *