Omicidio D’Elisa, ridotta in Appello la condanna per Fabio Di Lello

La Corte d’Assise d’Appello de L’Aquila, ha ridotto la pena di primo grado a 30 anni di carcere pronunciata il 24 marzo 2017 dalla Corte d’Assise di Lanciano nel processo svoltasi con rito abbreviato nei confronti di Fabio Di Lello, 34 anni. Lui, fornaio nella panetteria di famiglia ed ex calciatore, che aveva vestito anche la maglia della Vastese, il 1° febbraio 2017, uccise a colpi pistola Italo D’Elisa, di 21 anni. I colpi d’arma da fuoco, tre in tutto, uno solo non andato a bersaglio, furono sparati con una calibro 9 all’esterno Drink Bar, in via Perth, a Vasto. I giudici della Corte d’appello aquilana, hanno ridotto a 20 anni la pena detentiva, tenendo conto delle attenuanti generiche ed ha eliminato l’aggravante della minorata difesa.

Una tragedia nella tragedia. Fabio, difeso dagli avvocati Giuliano Milia e Pierpaolo Andreoni, che hanno richiesto di eliminare la premeditazione e di concedere le attenuanti generiche, evidenziando la grave depressione diagnostica del loro assistito durante il periodo detentivo, uccise Italo perché lo ha ritenuto il 21enne responsabile della morte della moglie, Roberta Smargiassi, 34 anni, persa nell’incidente tra lo scooter della giovane donna e la Fiat Punto di Italo, all’incrocio tra corso Mazzini e via Giulio Cesare, il 1° luglio 2016. Il procuratore generale, Pietro Mennini e le parti civili rappresentate dagli avvocati Gianrico Ranaldi e Pompeo Del Re, hanno insistito sulla conferma della condanna di primo grado, alla luce dell’efferatezza del delitto.