San Vito Chietino, l’area archeologica di Murata Bassa apre finalmente i cancelli al pubblico

L’area archeologica di Murata Bassa a San Vito Chietino apre finalmente i cancelli al pubblico. La bella notizia è stata diffusa dall’Amministrazione comunale del centro costiero la quale precisa che l’importante insediamento di età romana e bizantina si potrà visitare gratuitamente tutti di martedì dei mesi di luglio e agosto alle ore 19 con il supporto di apposite guide.

La storia del sito archeologico inizia nell’aprile del 1991, quando la Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo eseguì una prima serie di sondaggi sulla piccola collina situata in località Murata Bassa. I saggi durarono circa dieci di giorni, tempo sufficiente per intuire che la zona in esame, ubicata a pochi metri dalla riva del mare, nascondeva un complesso i strutture antiche di notevole interesse. Tre anni dopo, e più precisamente il 22 aprile 1994, un nuovo team di tecnici della Soprintendenza, sotto la direzione dell’ispettore archeologo Andrea Staffa, diede inizio alla vera e propria esplorazione integrale del sito. Ai lavori di ricerca parteciparono anche i soci della sede sanvitese di Archeoclub d’Italia. Già dai primi giorni i ricercatori ottennero esiti alquanto positivi, accentrando le operazioni di sondaggio maggiormente sul versante meridionale della collina. Le indagini restituirono una stratificazione di rilevante importanza per la ricostruzione delle varie fasi storiche di San Vito Chietino. Nella zona archeologica affiorarono le vestigia di un’antica costruzione di epoca tardo repubblicana, con basamenti di colonne a sezione quadrata e circolare. Sull’area sorgeva in sostanza un impianto tecnologico particolare, realizzato intorno al I secolo dopo Cristo in opera incerta e con ciottoli di fiume, rinvenuto per la prima volta in Abruzzo in discreto stato di conservazione. La struttura era adibita a fornace, dove si producevano oggetti fittili e in particolare lucerne, delle quali sono state trovate ben tre matrici. Quella delle matrici è stata una scoperta veramente eccezionale. Questi materiali, infatti, si trovano raramente e in genere si disperdono, tant’è che in Abruzzo, fino a quel momento, non era mai capitato di trovare simili oggetti. L’impianto scoperto restituì anche una gran quantità di materiale ceramico del tipo a vernice nera, databile in età tardo repubblicana.

La parte più antica risulta quindi ascrivibile al I secolo dopo Cristo. Dai vetusti ambienti affiorò inoltre un discreto numero di monete in bronzo, di varie dimensioni e collocabili nel periodo tardo antico, e diversi aghi in osso del periodo bizantino. Nel sito della fornace emerse anche un certo numero di lucerne intere in terracotta del III-IV secolo dopo Cristo. Furono identificate ed esplorate diverse sepolture, alcune di queste sconvolte, di età molto tarda (VI secolo), con modesti corredi funerari. I ricercatori trovarono inoltre una zona con cisterne ben conservate di grosse dimensioni, relative ad una struttura più ampia, sempre del VI secolo, oggi non ancora completamente esplorata. Nei giorni successivi allo scavo alcuni soci dell’Archeoclub sanvitese fecero un ritrovamento davvero singolare e curioso. Durante le periodiche operazioni di pulitura del sito dalle erbe infestanti, scoprirono casualmente sulla superficie del terreno alcuni oggetti utilizzati in epoca romana per giochi da tavolo del I-II secolo. Uno dei reperti rinvenuti era in pratica una pedina circolare di terracotta, di circa tre centimetri di diametro, che faceva parte probabilmente di una scacchiera per giocare ai “latrunculi” (una via di mezzo tra la dama e gli scacchi).

Insieme alla pedina venne alla luce anche un astràgalo in osso di animale, che veniva utilizzato nel cosiddetto gioco delle “cinque pietre”. Dopo un primo abbandono, avvenuto intorno al III secolo, fu successivamente rioccupato intorno al VI secolo. La rioccupazione è probabilmente correlabile proprio alla presenza bizantina sulla costa abruzzese, le cui tracce sono state lette sia nei livelli archeologici di Lanciano, sia in quelli di Crecchio. Per info e prenotazioni è possibile rivolgersi presso l’ufficio informazioni turistiche, oppure telefonare allo 0872.618203.

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