L’Abruzzo piange la scomparsa di Sergio Marchionne

La notizia della scomparsa oggi di Sergio Marchionne ha colpito profondamente l’Abruzzo, la sua terra d’origine.

Il Governatore Luciano D’Alfonso lo ha ricordato proprio per la sua vicinanza all’Abruzzo e agli abruzzesi, forte anche per la presenza della Sevel in Val di Sangro e di altre aziende legate direttamente o indirettamente con il Gruppo Fiat. “Aveva interesse per una delle opere-faro messe in campo dall’amministrazione che presiedo grazie al Masterplan: il completamento della Fondovalle Sangro, l’autostrada senza pedaggio che unirà l’Adriatico al Tirreno. Fu proprio lui a chiedermi di realizzare questa infrastruttura per facilitare la movimentazione dei mezzi che transitano nel distretto industriale della Val di Sangro, e la sua richiesta ha trovato terreno fertilissimo poiché ero ben al corrente della necessità quarantennale di effettuare questo intervento. Ringrazio Sergio Marchionne per aver portato la tenacia della sua abruzzesità nel mondo”.

Un legame e un interesse sempre incessante per l’Abruzzo che viene sottolineato anche dal sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio: “Ho avuto il privilegio di conoscere Sergio Marchionne quando ero Presidente della Provincia di Chieti nel corso sua visita, nel luglio 2013, nello stabilimento Sevel di Atessa. Il discorso che fece in quella occasione mi diede il senso della sue capacità di manager come pochi ma anche quanto fosse attaccato all’Abruzzo. La nostra regione era nel suo cuore, teneva tanto, davvero tanto alla Sevel perché sapeva che per tanti suoi corregionali era una certezza in un momento di grande difficoltà del Paese – aggiunge Di Giuseppantonio -. Così come teneva alla Costa dei Trabocchi. In quella sua visita alla fabbrica del Ducato chiese che cosa si stesse facendo per farne un’autentica attrazione turistica e dopo di allora continuò a informarsi. Con la sua scomparsa viene a mancare un grande innovatore e un’abruzzese doc. Nella nostra conversazione ho avuto modo di apprezzare la sua autentica umiltà, la sua pacatezza e la sua intelligenza messa anche a servizio di una nazione”.

Un grande dolore appartiene oggi a tutta la comunità teatina. Chieti piange la scomparsa di uno dei suoi figli più illustri: Sergio Marchionne – afferma il sindaco Umberto Di Primio. Marchionne e Chieti, la città nella quale l’ad di FCA ha vissuto fino a 14 anni, prima di trasferirsi in Canada con la sua famiglia -. Uno straordinario manager, un condottiero di impresa che è stato capace di sollevare le sorti della Fiat, trasformandola da azienda in crisi, carente della capacità di confronto con il mercato globale, a partner ufficiale di importanti imprese e casa di produzione automobilistica tra le prime al mondo. La comunità abruzzese non piange, però, solo il grande manager, il genio che ha cambiato il destino della Fiat”.

“Un manager di fama internazionale, a volte discusso per le sue scelte, un uomo pragmatico, dedito al lavoro e che ha sempre portato l’Abruzzo nel cuore”. Così il presidente di Confartigianato Imprese Abruzzo, Giancarlo Di Blasio, e il presidente di Confartigianato Commercio, Massimiliano Pisani, ricordano Sergio Marchionne. “Un manager di levatura globale, estremamente serio, con un attaccamento alla nostra terra e ai nostri valori, dimostrato difendendo le aziende abruzzesi e ampliando gli stabilimenti della Sevel, che occupa 6.200 dipendenti in modo diretto, oltre all’indotto di innumerevoli aziende artigianali e commerciali, che portano complessivamente gli occupati a circa 10.000 persone, famiglie che non hanno perso il lavoro, al contrario di quanto accaduto in altre città e nazioni in seguito al processo di globalizzazione di Fca. Ma il suo ruolo non si fermava qui – continuano Di Blasio e Pisani- perché lui aveva una marcia in più, amava la nostra regione e infatti non era difficile incontrarlo nella sua Chieti o a passeggio per le vie di Pescara”.

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