Mazzocca anticipa tutti: “A Rocca Sa Giovanni non si smaltirà eternit”

Quella discarica non sa da fare. Lo ha messo nero su bianco il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale e Assessore all’Ambiente e l’Ecologia, Mario Mazzocca. Dalle parole ai fatti che, questa mattina, sono stati ufficializzati nel corso dell’assemblea dei sindaci frentani, che si è tenuta nell’aula delle assise civiche del Comune di Rocca San Giovanni. Una sede scelta di proposito. Proprio in quel territorio c’è un impianto, quello gestito fino al 1997 dalla Società Meridionale Inerti, di Vasto, nel quale sono stati smaltiti rifiuti speciali, non nocivi e non pericolosi e sul quale un’altra società del vastese, la Rocca San Giovanni srl, ha dato la sua disponibilità a utilizzarla, per lo smaltimento del cemento-amianto. La proposta è stata avanzata in Regione il 29 dicembre 2017, e prevede la chiusura e la post gestione della vecchia discarica e il tombamento della cava che, in larga parte, è attorno alla discarica, con materiali da costruzione contenenti amianto legato in matrice cementizia, proveniente da edifici pubblici e privati. L’iter delle varie valutazioni e osservazioni è ancora in corso, così come è ancora in corso quello che dovrebbe portare alla stesura definitiva del Piano Regionale Amianto. Fa dunque notizia, che l’Assessore Mazzocca si sia già espresso in proposito e per iscritto, facendo suoi molti dei punti espressi dall’amministrazione di Rocca nelle osservazioni presentate in Regione per ostacolare il progetto della RSG. Una nota che il sottosegretario ha inviata per conoscenza qualche ora prima dell’incontro, agli uffici regionali preposti.

“La legge regionale numero 36 del 2 febbraio 2010 è stata chiara e nel Piano Regionale Rifiuti, del quale è parte integrante anche il Piano Regionale Amianto, è stato ribadito che non nella nostra regione non sono previste altre discariche di qualunque genere – ha sottolineato Mazzocca davanti agli amministratori comunali di Rocca San Giovanni, Lanciano, Altino, Atessa, Fossacesia, Paglieta, San Vito, Perano, Treglio, Pizzoferrato, Mozzagrogna, Roccascalegna e San Vito Chietino. Un fronte di sindaci che da tempo si formato e schierato “perché vogliamo che venga fatta una seria programmazione che tuteli i nostri territori. Non siamo un fronte del no – ha specificato il primo cittadino di Rocca, Gianni Di Rito -. Vogliamo che la Regione faccia in modo che la discarica della SMI venga bonificata – ha aggiunto.

Anche se, per amor del vero, non si tratta di una nuova discarica, ma di un impianto esistente in un’area già compromessa. Della questione amianto ci siamo occupati in queste ultime settimana con un’inchiesta che si è sviluppata in 5 servizi, che ha messo a fuoco molti aspetti. E restano al centro alcune questioni. A cominciare da dove s’andrà a conferire l’amianto, che è sparso in tutto l’Abruzzo su edifici pubblici di ogni genere una volta che il Piano, atteso da oltre 20 anni, sarà bel che definito.

Mazzocca ha affermato che il testo passerà molto presto al vaglio della Giunta regionale e quindi entro settembre, massimo ottobre, sarà portato il Consiglio regionale. Allora, forse, sarà più chiaro che fine faranno i circa 10 milioni di metri cubi e più di eternit che sono in giro per l’Abruzzo. Anche quelli che ricoprono le case dei privati, un altro nodo particolarmente dolente della questione.

Ma c’è di più. L’agguerrito sindaco Di Rito minaccia il ricorso alla magistratura se l’area di Fontanelli, dove si trova la discarica della SMI, non sarà bonificata. Già, ma da chi? Gli amministratori di Rocca insistono che spetti alla SMI: la società, però, nel 1997 non ha ottenuto il rinnovo dell’autorizzazione, che di fatto le ha impedito di portare a conclusione il piano economico previsto per quell’impianto, cioé fino all’esaurimento e alla chiusura e che prevedeva appunto il completamento dell’opera, la post gestione e la bonifica, sui quali oggi s’impegna invece la RSG.

C’è poi un altro aspetto non trascurabile: la gestione avverrebbe con una società locale, di cui si conoscono volti, potenziali e modi di operare. Sul tavolo non ci sono altre soluzioni e la posizione assunta dal Comune di Rocca rischia di diventare un pesantissimo fardello per l’intera comunità roccolana. Come si riempirà il sito? Il piano regolatore di Rocca San Giovanni, citato più volte oggi dal sindaco Di Rito, non prevede discariche. A leggere l’articolo 44 dello strumento urbanistico si è messi davanti a all’affermazione che sono previsti “programmi integrati d’intervento”. Ma quali?

Il progetto su quell’area della RSG guarda allo smaltimento di cemento amianto, per ottenere il quale si utilizzano le tecniche di incapsulamento, che impediscono la aerodispersione di fibre nell’ambiente circostante, è inerte e non rappresenta alcun pericolo. I processi di smaltimento e sotterramento sono ben visibili nella discarica di Ortona, la cui gestione è definita più che buona dalla stessa Regione e che, tra l’altro, fra meno di un anno e mezzo andrà in esaurimento, lasciando l’Abruzzo dell’unica discarica dedicata all’eternit. La RSG ha proposto per Rocca di operare alle stesse condizioni di sicurezza con cui avvengono le operazioni di smaltimento ad Ortona. Tra l’altro, il cemento-amianto può essere smaltito in discariche di rifiuti speciali non pericolosi com’è appunto quello esistente nel territorio del comune frentano. Previsto anche un eco-ristoro al Comune di Rocca e la realizzazione di un vasto spazio che potrà essere attrezzato per attività collegate all’area SIC, della Riserva delle Farfalle. 

Resteremo circondati dall’amianto? Probabilmente sì. Non solo dell’eternit. Le notizie che arrivano dal mondo dei rifiuti, tra l’altro, non sono confortanti. Gli impianti di stoccaggio sono pieni a livello nazionale e la situazione si ripercuote anche a livello locale. Non ci sono soluzioni nemmeno per dirottare i rifiuti verso l’estero. E lo scotto che si paga quando si va avanti senza programmazione.

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