Lanciano, salta Malvò in Festa ed è polemica

Buche, voragini, pericolo crolli, manifestazioni annullate e abbandoni. Un inizio di settembre, il mese in cui vanno in scena tante antiche tradizioni a Lanciano, che quest’anno è iniziato proprio male.

Cominciano con l’ultima novità, cioé le dimissioni del presidente dell’associazione il Mastrogiurato, Danilo Marfisi, che lascia dopo 19 anni. Un passo indietro determinato dallo sfiancamento di dover bussare, edizione dopo edizione, alle porte per invocare sostegni economici per tenere una manifestazione che, a Lanciano, ha avuto vasta eco in Abruzzo, in Italia e all’estero. Marfisi abbandona e stavolta non pare essere una decisione sulla quale ritornare.

Prim’ancora, s’era registrato l’annullamento della manifestazione Malvò in Festa, che si sarebbe dovuta tenere nella giornata di oggi e domani. Il cedimento di una tratto della fogna comunale ha creato una voragine e per questa ragione il Comune ha deciso di revocare l’autorizzazione all’evento. Gli organizzatori avevano tutto pronto, hanno ovviamente anticipato le spese, non poche, ma non c’è stato verso. A Palazzo di Città c’è stato un rimpallo di responsabilità che non è sfuggito all’associazione Amici del Malvò. Contrasti tra gli uffici di settore preposti e l’Assessore al Commercio, Francesca Caporale. Da indiscrezioni pare che le autorizzazioni per far svolgere la Fiera di Sant’Egidio e la sfilata per l’investitura del Mastrogiurato siano state date senza tener conto del parere degli uffici. Manifestazioni, queste ultime, che si sarebbero tenute nonostante il cedimento del sottosuolo in alcuni locali nella parte bassa di Corso Trento e Trieste che hanno interessato anche la sede stradale. L’associazione Amici del Malvò s’è vista quindi negare il permesso per motivi di sicurezza. Si è provato a dare un’altra collocazione a “Malvò in Festa”, ma le soluzioni trovate non sono state ritenute idonee. Si è chiesto infatti agli organizzatori dapprima di utilizzare piazza Garibaldi, ma gli stessi avrebbero dovuto smontare i banchi e i gazebo a conclusione delle serate. Senza contare poi che proprio oggi, in occasione del Dono alla Madonna del Monte, si sarebbe creato un sovrapporsi di manifestazioni. Per le stesse ragioni non è stato possibile spostarsi in piazza Unità d’Italia. “Ogni anno, con enorme sacrificio, organizziamo per valorizzare e far “vivere” la Piazza del Malvò in maniera diversa rispetto alla marginalità quotidiana, forse sconosciuta a molti – hanno scritto gli Amici del Malvò –. La manifestazione si poteva svolgere con la mera assunzione di un’ordinanza del sindaco del tutto compatibile con la responsabilità che chi amministra e/o lavora per la cosa pubblica dovrebbe avere. Peraltro ci risulta che, anche la recente ricorrenza di Sant’Egidio si sia potuta svolgere seppur in presenza di una vasta area di Corso Trento e Trieste oggetto di cedimento strutturale, buca poi richiusa in tutta fretta per consentire anche il corteo del Mastrogiurato. Se l’intera piazza del Malvò fosse così a rischio, allora andrebbero assunti provvedimenti a tutela degli abitanti. Invece, da quanto è dato sapere/vedere, trattasi della rottura di un tratto fognario e cedimento di una parte di via Corsea, peraltro in un tratto marginale rispetto alla piazza mai impegnato per la nostra manifestazione; circostanze queste che però, nel nostro caso, hanno dato la stura all’uso di parole come sicurezza e pericolo.

L’assessore Caporale ha invece insistito su questi punti, sostenendo tra l’altro che, al momento, il crollo in via Corsea non è circoscritto e potrebbe forse interessare anche altre zone del Malvò.

Il quartiere storico della città quindi rimane quest’anno senza festa, nel silenzio, sperando che vada bene in futuro. Fogne permettendo.

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