L’USB proclama sciopero alla Sevel

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per il prossimo 15 settembre lo sciopero nel turno B di lavoro alla Sevel di Atessa.

“Ancora una volta le nefandezze del CCSL vengono a galla e ogni volta c’è un motivo per meravigliarsi degli effetti che produce – afferma in una nota il sindacato -. Vengono alla luce le gravi responsabilità di chi ha firmato un contratto che danneggia i lavoratori e ne subiscono gli effetti. Stavolta i lavoratori della SEVEL devono recuperare la produzione persa a causa della mancanza di forniture da parte di un’azienda i cui dipendenti hanno scioperato per ragioni sacrosante: in pratica gran parte del disagio che hanno creato non si scarica sulle imprese protagoniste della vicenda ma bensì su altri lavoratori, cioè quelli della SEVEL. Come USB non accetteremo mai queste pratiche che mettono in contrapposizione gli interessi dei lavoratori che, invece, dovrebbero unirsi nella difesa e nella conquista di diritti. Siamo orgogliosi di non firmare accordi e contratti come il CCSL e lasciamo tutte le responsabilità a chi lo ha firmato, a chi ci definisce “firmaniente” mentendo e sapendo di mentire. L’USB in tante realtà firma accordi ma solo se migliorano le condizioni dei lavoratori e a dimostrazione di ciò citiamo la vicenda GS di Bologna o l’ultima dell’ILVA di Taranto dove la nostra organizzazione, con il sostegno dei lavoratori, nel mese di maggio bloccò il piano dell’ex ministro Calenda e costrinse tutti all’avvio di una nuova discussione e nuove basi di contrattazione che hanno condotto ad un accordo nettamente migliore, e che l’USB sottoscriverà se i lavoratori lo approveranno a maggioranza con un referdum. I lavoratori della SEVEL non devono recuperare nulla, anzi devono recuperare sulla fruizione di PAR e ferie pregresse poiché quasi la totalità di essi ne ha in accumulo in abbondanza. Le fermate vanno coperte con PAR collettivi visto che l’azienda ne può disporre fino a 7 l’anno. In più ricordiamo come dall’applicazione del CCSL e dell’ergo uas (che è anche esso un allegato vincolante del contratto) siano in aumento sensibile i lavoratori con Ridotte Capacità Lavorative e andrebbe verificato se ci sia una relazione tra esse. Dulcis in fundo, riteniamo che tutto ciò vada in direzione opposta all’idea che bisogna ottenere una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro settimanale a parità di salario poiché ce lo impone la nuova rivoluzione industriale (Industria 4.0) che sta producendo, e produrrà, perdita di milioni di posti di lavoro”.

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