Caso Debora, braccio di ferro tra l’AS.I.A. USB Lanciano e l’Assessore Verna

Botta e risposta tra l’AS.I.A. USB Lanciano e l’Assessore alla Politica della Casa del Comune, Giacinto Verna. In una nota da palazzo di città, Verna per il sindacato, continua a trincerarsi in “un rovo burocratico pur di non affrontare di petto una grave situazione di emergenza abitativa. L’Assessore afferma che in seguito alla separazione dall’ex marito, Debora, la donna raggiunta da un provvedimento di rilascio dell’alloggio comunale dove abita dal 1998 con i suoi due figli, ultranovantenne e invalida al 100%, sarebbe diventata beneficiaria, e non assegnataria, della casa comunale fino alla maggiore età dei figli. Eppure nel regolamento comunale per l’assegnazione di alloggi comunali (art.15) – afferma l’AS.I.A. USB – viene specificato che in caso di separazione, tralasciando se i figli siano o meno minorenni, è il Comune stesso il soggetto che deve fare la voltura del contratto, e quindi l’assegnazione, a nome del o della coniuge a cui viene attribuito il diritto di abitare nella casa familiare. Nel caso di Debora ciò doveva avvenire nel 2010; addirittura in una comunicazione per il rilascio dell’alloggio la sopracitata viene definita assegnataria proprio dal settore Servizi alla Persona del Comune di Lanciano con una missiva inviata alla stessa Debora Spinelli (prot. N. 76614 del 01.12.2016) . L’Assessore dice che da due anni segue la vicenda e che l’ultima volta ci ha ricevuto il mese scorso. Ebbene se Verna segue la vicenda da due anni, perché non ha valutato il fatto che, se l’iter giudiziario portasse la famiglia di Debora a dover lasciare la casa, il Comune di Lanciano si ritroverebbe con una famiglia in mezzo alla strada? – si chiede l’AS.I.A. USB -. A questo punto e` doveroso specificare meglio che il mese scorso abbiamo preso si` un appuntamento con l’Assessore, al quale purtroppo pero` lo stesso non si è presentato, costringendoci a rincorrerlo all’ufficio dei Lavori Pubblici, degnandoci infine solo cinque minuti per poi rimbalzare tutta la responsabilità alla dirigente del settore, la Dott.ssa Calabrese. Un bel modo di seguire una famiglia che l’ufficio Politica della Casa del Comune sta rischiando seriamente di lasciare senza la minima garanzia di avere un tetto sopra la testa! L’Assessore aggiunge inoltre che la famiglia non ha più i requisiti per avere diritto ad un alloggio comunale. Invece il regolamento che definisce i criteri per l’individuazione delle situazioni di emergenza abitativa specifica chiaramente come criterio la “mancanza di alloggio senza sistemazione alcuna, ovvero residenza presso la casa comunale”, ovvero la situazione della famiglia di Debora. Infine l’assessore Verna se ne lava le mani, dicendo che ormai la questione è nelle mani del giudice. Peccato per lui che la responsabilità politica di aver portato la famiglia davanti al giudice è proprio del settore guidato dallo stesso, quindi avrebbe ancora tutto il potere di intervenire per far si` che il provvedimento venga ritirato interrompendo l’iter giudiziario e mettendo la parola fine all’agonia di questa famiglia in palese difficoltà economica e ancora in emergenza abitativa. Quello che manca in questa storia è proprio la volontà di venire incontro a questa famiglia per trovare una soluzione da parte del settore Casa del Comune. Debora ed i suoi cari non rappresentano una di quelle famiglie che usa la casa parcheggio solo per le vacanze, o che non ne ha più diritto perché da anni è ampiamente uscita da una situazione di povertà. Se l’intenzione e` quella di aspettare la sentenza del giudice per tornare in possesso della casa comunale, deve essere necessariamente indicato già da ora come si intende dare un tetto a questa famiglia. L’alternativa a questa scelta altrimenti è la strada. In tal caso ne prenderemo atto e faremo di tutto per evitare che ciò avvenga. La campagna di solidarietà #IoSonoDebora va avanti, la petizione ha già raccolto quasi 500 firme in due giorni e non faremo calare l’attenzione finchè il diritto alla casa di questa famiglia non sarà stato garantito.

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