Vicenda processuale giudice Romandini, Carmela Grippa (M5S) presenta interrogazione

“Ho presentato una interrogazione al ministro delle politiche agricole per conoscere di quali ulteriori informazioni è a conoscenza in merito ai finanziamenti che il il giudice Camillo Romandini avrebbe percepito dalla Agenzia per le erogazioni in Agricoltura”.

Così la deputata Carmela Grippa del Movimento Cinque Stelle, che vuole con la sua richiesta fatta al governo, avere chiara la vicenda che coinvolge il giudice del tribunale di Chieti, che si è occupato del processo sulla megadiscarica dei veleni di Bussi sul Tirino, conclusosi in primo grado con l’assoluzione dei 19 imputati e che ora, su disposizione della delibera del 31 maggio dello scorso anno, vede il magistrato in servizio presso la Corte d’Appello di Roma. L’interrogazione della parlamentare  arriva a poche ore dalla celebrazione dell’ultima udienza sul caso, che si terrà domani.

“Conosceremo le decisioni della Camera di Consiglio che si riunirà nella stessa giornata di venerdì dopo aver ascoltato l’arringa finale dell’avvocato dell’ex presidente della Corte di Assise di Chieti. Al giudice, come sappiamo, vengono contestate presunte pressioni verso i giudici popolari e di aver svolto attività di imprenditore agricolo. Inoltre – aggiunge la Grippa – ho ritenuto opportuno presentare tale richiesta anche sulla base delle contestazioni emerse durante l’attività investigativa svolta dal Nucleo di polizia tributaria di Pescara della Guardia di Finanza, che in una relazione facevano presente l’evidenza di fatti di rilevanza penale a carico del giudice dottor Camillo Romandini. Ho letto dalla stampa che nella penultima udienza lo stesso dottor Romandini ha potuto rendere dichiarazioni spontanee alla commissione del Csm sulle vicende che lo vedono indagato e che avrebbe ben spiegato la sua posizione rispetto ai finanziamenti ricevuti dalla Agea per la sua attività agricola. In tal senso, spero che su questa vicenda così delicata che lo riguarda sia presto fatta chiarezza. Noi donne e uomini delle istituzioni, dobbiamo agire con alto senso di responsabilità individuale altrimenti la giustizia sociale, la legalità rischiano di perdere ogni contenuto etico e umano e diventare un concetto astratto, che lasciano spazio ad ambiguità – conclude Carmela Grippa.

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