La storia del Beato Roberto da Salle rivive nei luoghi della sua opera

Dopo 709 anni il nome e le vicissitudini del Beato Roberto tornano a riecheggiare nei luoghi della sua missione pastorale.

Verrà presentato domani, sabato 15 settembre 2018, presso l’antico monastero di San Pietro a Roccamontepiano, il volume su “il Beato Roberto da Salle, discepolo di San Pietro del Morrone” della ricercatrice Prof.ssa Katja Battaglia.

L’evento, organizzato dal Comune di Roccamontepiano, consente la divulgazione di una importante opera di ricerca storica sul discepolo prediletto di Fra Pietro del Morrone che salì sul soglio pontificio come papa Celestino V nell’anno 1294.

Nato a Salle all’incirca tra il 1272 e il 1273, nel piccolo centro sulle pendici del Morrone, da Tommaso e Benvenuta, al suo battesimo gli fu imposto il nome di Santuccio, così come lo chiamerà più tardi per vezzo San Piertro Celestino.

Roberto entrò sedicenne nel monastero di Santo Spirito a Maiella e nella congregazione dei Celestini dell’ordine benedettino, divenendo uno dei più fedeli discepoli del fondatore, Pietro del Morrone.

Seguì San Pietro Celestino nel romitorio di San Bartolomeo in Legio, prima e poi forse anche in quello di San Giovanni. Infine lo accompagnò a Sant’Onofrio del Morrone.

Nel 1294, quando Pietro venne eletto papa assumendo il nome di Celestino V, assieme ai confratelli Tommaso d’Ocre e Francesco Ronci da Atri, a Roberto venne offerta la dignità cardinalizia, ma lui preferì restare nel suo monastero di Santo Spirito a Majella (questa decisione venne esaltata anche nel De vita solitaria di Petrarca): per questo nell’arte Roberto da Salle è solitamente rappresentato con la berretta rossa ai piedi.

Di lui narrano le cronache, e in particolare Francesco Petrarca, che mentre Celestino V era sul punto di lasciare Sant’Onofrio, Roberto gli si gettò ai piedi chiedendo il privilegio di occupare quella che era stata la sua cella.

Nel 1298 venne ordinato sacerdote e si stabilì nel monastero di San Giorgio a Roccamorice.

Ma il Beato Roberto, nonostante la ferma intenzione di dedicarsi alla vita solitaria, dovette accettare le più alte cariche, divenendo procuratore generale dell’ordine dei Celestini.

Dal 1310 al 1317 fu procuratore dell’eremo di Santo Spirito a Majella; fondò poi il monastero di Santa Croce di Roccamontepiano; nel 1320 fondò un nuovo monastero a Gessopalena, dove rimase come priore fino al 1321.

Nel 1327 venne eletto Procuratore Generale della Congregazione: restaurò, visitò e fondò parecchi monasteri (a Caramanico, Lama dei Peligni, Atessa e quello della Civitella, a Chieti).

Si spense a Morrone del Sannio nel 1341.

Il Beato Roberto da Salle a Roccamontepiano arriva ne 1309, all’età di 37 anni. Dimora nel monastero di San Pietro con due discepoli e da qui ebbe inizio la sua attività pastorale  che contraddistinse  i successivi anni della sua vita, durante i quali edificò quattordici monasteri e sette ospedali, senza mai tralasciare i poveri.

Alla presentazione pubblica interverranno, oltre al Sindaco di Roccamontepiano Adamo Carulli, padre Giulio Capetola, parroco di Roccamontepiano; la prof.ssa Maria Lucia Calice, assessore alla cultura e il prof. Aurelio Subranni, storico. Sarà presente, inoltre, una delegazione di Sallesi, capeggiati dal Sindaco Maurizio Fonzo; dal cassiere del Comitato Feste in onore del Beato Roberto, Roberto D’Addario e da Katja Battaglia, autrice del libro.

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