Rapina a villa Martelli, due dei banditi ripresi al bancomat

E’ caccia senza un attimo di respiro. Polizia e Carabinieri lavorano 24 ore su 24 per arrivare alla cattura dei quattro o forse più malviventi, autori della feroce aggressione nella notte tra sabato e domenica, a Carlo Martelli e Niva Bazzan.

Oggi, negli uffici del Commissariato di Lanciano c’è stato un nuovo summit degli inquirenti, alla presenza del Questore di Chieti, Ruggiero Borzacchiello. Si è fatto il punto delle indagini ma all’esterno pochissimo o quasi nulla è trapelato. Si lavora con intensità perché quella banda, così fredda  e determinata, errori, forse più d’uno, ne ha commessi. I quattro avevano fretta d’andar via. S’aspettavano chissà cosa dal colpo, ma le informazioni che pure hanno raccolto prima di penetrare in casa dei Martelli, probabilmente con l’aiuto di qualche basista del posto, non sono state poi così precise e dettagliate. Sapevano che in villa avrebbero trovato il figlio disabile dei Martelli, hanno individuato persino la bocca di lupo in giardino da dove entrare e hanno dato per scontato che all’interno avrebbero trovato una cassaforte con chissà cosa dentro. Verso le 3-3:30 del mattino, l’irruzione, la violenza ma dopo quasi 2 ore hanno dovuto constatare che in villa non c’era nessun forziere con soldi e preziosi. Per questo hanno dovuto rimediare e a questo non pare fossero preparati. Hanno agito nervosamente e lo hanno fatto con un modus operandi inusuale. Si sono resi conto che il tempo stringeva e che le città, anche di domenica, si sveglia presto. La villa dei Martelli è a confine con una serie di case del popoloso quartiere Santa Rita e a pochissimi metri del circuito ciclo-pedonale, che attraversa il rione e all’alba è particolarmente frequentato da chi ama fare movimento di buonora. Senza contare che a confine della villa del medico e dell’infermiera in pensione, vivono il fratello del professionista, Vincenzo, e l’anziana madre.

Troppi pericoli per loro e la possibilità di essere notati, visti, molto alta. In realtà, pare che qualcuno, da una delle tante finestre che da via Sabino s’affacciano sulla striscia d’asfalto che porta a Villa Carminello, dove ci sono alcune eleganti residenze, tra cui quella dei Martelli, abbia notato qualcosa. Particolari già finiti nelle mani degli inquirenti.

I quattro, aveva fretta, dunque. Due di loro, con le carte di credito dei Martelli, lasciati sotto sorveglianza dagli altri complici, hanno raggiunto uno sportello bancomat, per prelevare contante. Sono entrati a Lanciano, hanno raggiunto via per Fossacesia, e si sono fermati al prima banca che hanno trovato sulla loro strada. Hanno digitato i pin, ma delle tre carte, solo una o forse due, a quanto pare, ha permesso loro di eseguire l’operazione richiesta, prelevando il massimo consentito. Hanno provato altrove, spostandosi rischiosamente in città con la Yaris di Niva Bazzan. Un guasto al sistema, sembra che abbia bloccato l’erogazione di denaro in quasi tutti gli sportelli automatici della città e i due hanno deciso di tornare a Villa Carminello. In tasca, poche migliaia di euro. Ovviamente sono stati ripresi dai sistemi di videosorveglianza delle filiali dove sono stati, anche se la qualità delle immagini, dovuta anche al buio, non sarebbe di altissima definizione. Entrambi indossavano il cappuccio e si notano molto poco dei loro volti. I filmati sono comunque sotto esame. Si tenta di cogliere ogni più piccolo particolare. Si studiano pure le immagini di altri impianti che hanno memorizzato il passaggio dell’utilitaria per Lanciano. Un lavoro che impegna parecchi uomini, ma non si tralascia nulla: si esamino le auto del prof. Martelli e della moglie, usate dalla banda; l’esterno e l’interno della villa e un’altra auto, finita sotto osservazione dagli inquirenti. I quattro venivano forse da fuori regione, hanno raggiunto Lanciano e si sono fatti accompagnare da un complice a Villa Carminello. Quando hanno lasciato la casa dei Martelli, si sono allontanati con la Fiat Sedici del chirurgo ed hanno raggiunto località Serre, dove c’era ad attenderli un complice, con un mezzo ‘pulito’. I sospetti che la banda sia la stessa che ha messo a segno altri colpi nella zona nei mesi scorsi, in alcuni usando le stesse modalità che hanno contraddistinto la rapina in casa dei Martelli, sono forti e Polizia e Carabinieri stanno raccogliendo tutto quanto hanno lasciato nella loro permanenza in villa (tracce organiche, impronte, ecc.)  per confrontarle appunto con quanto raccolto in altre ambienti nei quali si pensa abbiano potuto agire. 

L’Ufficio Stampa della Asl ha diramato oggi un secondo bollettino sulle loro condizioni. “Carlo Martelli, è ancora ricoverato in Chirurgia in condizioni stabili – si legge -. Gli approfondimenti radiologici eseguiti questa mattina non hanno evidenziato mutamenti del quadro clinico. Niva Bazzan, è ricoverata in Unità coronarica. Questa mattina è stata sottoposta a nuovi accertamenti che hanno dato esito negativo. E’ stato quindi confermato che la sintomatologia presente al momento del ricovero era stata determinata dal forte stress vissuto. Salvo diverse indicazioni, domani potrà essere dimessa”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *