RAPINA VIOLENTA A LANCIANO: PRESA LA BANDA. MA LE INDAGINI PROSEGUONO

La terra bruciava sotto i piedi Alexandru Bogdan Colteanu, 26 anni, che molti ritengono il capo della banda che, nella notte della scorsa domenica, ha compito la violenta rapina in casa di Carlo Martelli e Niva Bazzan. Attorno a lui gli inquirenti avevano creato il vuoto: tre dei suoi complici, i fratelli Costantin Aurel e Ion Cosmin Turlica, rispettivamente di 22 e di 20 anni, e Aurel Ruset, di 25, infatti, da ieri sono in stato di fermo. Si ritrovano addosso forti indizi che confermerebbero la loro presenza in casa del medico chirurgo e presidente dell’Anffas di Lanciano, brutalmente malmenato, mentre la moglie ha subito il taglio del lobo dell’orecchio destro. Ma anche altro. Sono al momento accusati di rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di armi.

Alexandru Bogdan Colteanu

Mancava Colteanu, il ‘capo’ anche lui rumeno come gli altri. Tutti parlano benissimo l’italiano, hanno affermato oggi gli inquirenti, un particolare che in un primo momento aveva fatto pensare che il ruolo apicale del gruppo fosse ricoperto da un cittadino italiano. Colteanu è quello che urlava, ordinava, coordinava quel che c’era da fare con le vittime di turno. E’ stato arrestato mentre cercava di vendere a Casal di Principe un orologio rubato ai Martelli.

La caccia però non è conclusa. La banda, ripassando i particolari sui raid compiuti nell’ultimo anno nella zona Frentana, potrebbe essere composta di altri due malviventi. Erano in sei, infatti, i banditi che, il 5 settembre 2017, assalirono e malmenano al loro rientro a casa, a Santa Maria Imbaro, Massimiliano Delle Vigne e la moglie Rossella Tortella. Un caso ancora aperto, che somiglia moltissimo per modalità a quello di cui sono stati vittima i coniugi Martelli, ma mancano ancora elementi per legarli insieme. Così come mancano per un altro grave episodio, avvenuto nel marzo scorso a Sant’Apollinare, quando venne assalito un piccolo market con rivendita di tabacchi. In questo caso i banditi tagliarono un dito al titolare, Domenico Iezzi, portando via oltre 8 mila euro.

I sospetti sui quattro, sono comunque forti, bisognerà solo avere la pazienza di 

I fratelli Costantin Aurel e Ion Cosmin Turlica, e Aurel Ruset, fermati ieri

riesaminarli e di trovare riscontri. Chissà se nel frattempo non verranno fuori che da qui sono partiti per altre violente rapine, lontano dall’Abruzzo. I casi non mancano. Anche perché, il quadro che è emerso stamattina nel corso della conferenza stampa degli inquirenti, che si è tenuta presso gli uffici della Procura della Repubblica di Lanciano, inquadra la banda fatta di delinquenti senza scrupoli, violenta e sanguinaria che, con il passare del tempo, sarebbe potuta diventare molto più pericolosa. Sorprendono alcuni atteggiamenti nelle loro azioni quasi provassero un senso di onnipotenza. Giovani determinati, incuranti di tutto e di tutti, una sorta di incoscienza che agli occhi di chi se li è trovati davanti sembra sicurezza, tipica di chi non sembra temere nulla. Lo si nota dai filmati su alcuni furti e rapine ai bancomat, alcuni compiuti a viso scoperto, e da quel che testimoni o meglio, vittime, hanno raccontato. Comportamenti che li hanno portati a commettere una serie di errori, grazie ai quali sono finiti sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti. Polizia e Carabinieri hanno messo in campo i migliori sistemi tecnologici, dei software, come il Sari, capace di ricostruire, in condizioni ambientali difficili, i volti. Così i tre fermati ieri sono stati ripresi mentre rapinano uno sportello bancario o mentre mettono a segno alcuni dei di sei furti, tutti con spaccata commessi nella zona di Lanciano, tra fine agosto e gli inizi di settembre, in bar, rivendite di tabacchi e benzinai. Poi le immagini di domenica, registrate mentre prendono i soldi dei Martelli dai bancomat della città. Utilizzati anche i tradizionali sistemi investigativi, che hanno richiesto un grande impegno di uomini e mezzi. Un lavoro duro, ma essenziale per smantellare gran parte della banda, che aveva la sua base nell’edificio di corso Roma. Da lì si decideva dove colpire di notte, mentre di giorno lavoravano come muratori, giardinieri. Attività che consentiva di vedere, di informarsi e capire dove compiere un altro colpo. Ieri, la mansarda trasformata in covo, è stata passata al setaccio dagli uomini dello Sco della Polizia, guidati da Alfredo Fabbrocini, primo dirigente. Nell’appartamento sarebbero stati trovati degli indumenti sui quali sarebbero finite della tracce ematiche, sangue caduto su una maglia e probabilmente appartenente a Niva Bazzan o del marito, Carlo. Le si analizzeranno e potrebbero già finire tra le carte del Procuratore Capo della Repubblica, Mirvana Di Serio, potrà portare nell’udienza di convalida del fermo, che si terrà sabato prossimo, 29 settembre, davanti al giudice per udienze preliminari Massimo Canosa.    

Il Prefetto Rizzi in visita a Niva Bozzan

Nel corso della conferenza stampa, alla quale oggi hanno preso parte oltre al Procuratore Di Serio e a Fabbrocini dello Sco, anche il Questore di Chieti, Ruggiero Borzaccchiello, il Dirigente del Commissariato di Lanciano, il Comandante provinciale dei carabinieri di Chieti, il colonnello Florimondo Forleo, il Comandante della Compagnia di Lanciano, svelati anche alcuni dettagli sulla cattura dei fratelli Turlica e Aurel Ruset. I Carabinieri di Lanciano, in seguito alla serie di colpi in esercizi pubblici messi a segno nelle ultime settimane nel lancianese. Gli uomini dell’Arma li tenevano sottocchio e per scoprire i loro movimenti avevano piazzato, durante un controllo in strada, sotto l’auto usata dalla banda, una Golf blu, un piccolo sistema gps. Martedì notte, l’auto si è allontanata da Lanciano, ha preso la strada che porta in località Costa di Chieti, nel comune di Frisa, ma ha avuto un incidente. L’auto civetta che li seguiva a distanza, ha chiesto l’intervento dei colleghi in servizio di pattugliamento, che sono intervenuti e hanno proceduto alla perquisizione del mezzo. Nel portabagagli, un paio di valigie, che hanno fatto presagire ad un fuga dei malviventi. I Carabinieri a quel punto sono intervenuti e li hanno bloccati.

Oggi, il Prefetto Vittorio Rizzi, Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato presso il Dipartimento di Pubblica Sicurezza, il Questore di Chieti, Ruggiero Borzacchiello e Alessandro Giuliano, Direttore dello S.C.O., hanno fatto visita all’Ospedale Renzetti, a Niva Bazzan. Visita di solidarietà e vicinanza anche da parte di rappresentanti della Chiesa Ortodossa Romena di Lanciano.

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