Rapina alla villa dei Martelli: cerchio chiuso attorno alla banda di romeni

E’ fuggito alla vista dei carabinieri. Avrà modo di spiegare il perché avesse tanta paura quando comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, nell’udienza di convalida del fermo, fissata per mercoledì mattina, nel carcere di Villa Stanazzo.

G.B.G., 26 anni, romeno come gli altri, è stato l’ultimo, in ordine di tempo, finito nella rete tesa dalle forze dell’ordine alla banda che ha compiuto, due domenica fa, la sanguinosa e violenta rapina nella villa dei Martelli. E’ stato acciuffato tra le campagne di Rizzacorno, Colle Campiteli e Fontanelle, alla periferia di Lanciano. Insieme a lui, è stato fermato un altro connazionale di 48 anni, J.G.: l’accusa per quest’ultimo, favoreggiamento, in sostanza cercava di agevolare la fuga del giovane. Domani J.G. sarà interrogato .

A G.B.G., assistito dall’avv. Paolo Sisti, mercoledì gli saranno contestati gli stessi reati per i quali sono già dentro i fratelli Costantin, 22 anni, e Ion Turlica di 20 e il cugino dei due Aurel Ruset di 25, e cioè rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e detenzione illecita di armi. I tre, fermati martedì scorso, hanno già ammesso le loro responsabilità e il ruolo avuto nella rapina in casa di Carlo Martelli, medico chirurgo e presidente dell’Anffas di Lanciano, brutalmente malmenato, e della moglie, Niva Bazzan, che ha subito il taglio del lobo dell’orecchio destro.

Nel frattempo oggi c’è stato un altro vertice in Procura a Lanciano. Da quel che si sa, il Gip Canosa starebbe per firmare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, con le stesse contestazioni mosse ai quattro detenuti a Lanciano, per Alexandru Bogdan Colteanu, 26 anni, catturato a Casal Di Principe, nel casertano, dalla Mobile di Caserta e dagli uomini dello SCO della Polizia.

Colteanu, che in un primo momento era stato già dato in stato detentivo nel carcere di Villa Stanazzo, è ancora a Caserta. Non ci sarebbe alcun pericolo che possa essere rimesso in libertà, nonostante al momento l’arresto gli è stata contesta la ricettazione: cercava di piazzare un orologio rubato ai Martelli per far soldi e allontanarsi dall’Italia. Il giovane, considerato particolarmente pericoloso dagli inquirenti, era latitante, inseguito da una sentenza definitiva ad un anno e 4 mesi di reclusione per una rapina, anche quella in villa, commessa quand’era minorenne a Frosinone, città dove ha la residenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *