Rapina in villa: parla anche il quinto uomo della banda

“Li ho accompagnati in auto fino a casa del Martelli ma non sono mai entrato dentro la villa. Mi hanno chiesto di fare d’autista e di condurli con l’auto (una Bmw ndr). Poi li ho attesi per fuggire”.

E’ quanto avrebbe dichiarato stamani, nel corso dell’udienza di convalida del fermo, svoltasi nel carcere di Lanciano, da Bogdan George Ghiviziu, 26 anni. Assistito dall’avv. Paolo Sisti, il giovane, bloccato nella tarda serata di sabato scorso nella campagne tra le località Rizzacorno, Fontanelle e Colle Campitelli, ha risposto alle domande che gli sono state fatte dal pm Mirvana Di Serio, davanti al giudice per le indagini preliminari, Massimo Canosa. Anche lui, come avevano già fatto nei giorni scorsi i fratelli Costantin, 22 anni, e Ion Turlica di 20 e il cugino dei due Aurel Ruset di 25, non si è avvalso della facoltà di non rispondere ed ha ammesso le sue responsabilità, precisando il ruolo avuto nella notte del 23 settembre scorso. Ghiviziu, resterà in carcere: il GIP, ne ha disposto la convalida del fermo. 

Gli inquirenti, sulla base delle dichiarazioni rilasciate dai quattro, riscontri, soprattutto verificano le posizione di ognuno per quanto avvenuto in casa di Carlo Martelli e della moglie Niva Bazzan. Quella che sembrava una banda affiatata mostra invece delle profonde crepe, delle fragilità sulle quali si lavora per far luce sulle altre rapine compiute nella zona. Il sospetto che siano stati i protagonisti di altri cruenti colpi è molto forte. Duri, determinati, senza alcuna esitazione quando si è trattato di piegare con la violenza le vittime di turno alle loro richieste, il gruppo ora sembra intenzionato a collaborare. Probabilmente la velocità con la quale sono stati scoperti, le forze messe in campo per smascherarli li ha impressionati.

Ma c’è ancora molto da capire. Soprattutto il ruolo di Alexandru Bogdan Colteanu, 26 anni, che molti ritengono il capo del gruppo. Anche i quattro romeni sentiti fino ad oggi, lo lasciano intendere. Colteanu, che è in carcere, a Caserta. Era ricercato. Deve scontare una pena a un anno e 4 mesi per un rapina, in villa, commessa in provincia di Frosinone. Si aspetta da un momento all’altro che venga trasferito nella casa circondariale di Lanciano. Come agli altri, gli sono contestati i reati di rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e detenzione illecita di armi. Per il momento è in carcere per ricettazione: quando è stato bloccato a Casal di Principe dalla mobile casertana, tentava di vendere un orologio d’oro preso in casa dei Martelli. Probabilmente faceva la spola tra Frosinone, dove ha la residenza, e Lanciano. Girava con documenti falsi. Da scoprire ci sono i motivi che l’hanno portato in provincia di Chieti e chi gli offriva protezione.   

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