Lanciano in comune critica il presidente del Consiglio comunale: “E’ di parte”

Arriva un duro affondo da Gabriele Di Bucchianico, Capogruppo  in Consiglio comunale di Lanciano al centro. Nel mirino finisce il presidente dell’Assise civica frentana, Leo Marongiu, il cui ruolo, nei lavori dell’assemblea civica di ieri, non sarebbe stata ‘al di sopra delle parti’. Nella seduta, tra i punti all’ordine del giorno, la riduzione delle quote Tari, il tributo destinato a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, e l’acquisto di nuove quote della EcoLan, la società che gestisce la raccolta differenziata a Lanciano e in altri centri del chietino. Argomenti di una certa rilevanza, sui quali Di Bucchianico avrebbe voluto intervenire, senza ricevere l’ok da parte di Marongiu. Di qui, il documento dell’esponente di Lanciano al centro. 

“Succede all’interno del principale organo colleggiale, di indirizzo e di controllo politico-amministrativo, nel quale organo, attraverso gli eletti sono rappresentati tutti i cittadini lancianesi. In questa sede si dovrebbe discutere in maniera democratica del futuro della nostra città e dei nostri concittadini e poi attraverso il libero voto approvare oppure respingere delibere di Consiglio Comunale. Chi presiede il Consiglio Comunale è investito di potere discrezionale per mantenere l’ordine, l’osservanza delle leggi e dei regolamenti e la regolarità delle discussioni e deliberazioni, infine dovrebbe essere garante dell’imparziale svolgimento dei lavori. Dovrebbe concedere la possibilità di parola a ciascun consigliere ogni qualvolta il consigliere ne faccia richiesta, nel rispetto dei gruppi di appartenenza e delle regole della democrazia e della libertà di espressione.  Nella  nostra realtà invece, succede il contrario di tutto questo. Nella stragrande maggioranza dei casi il Presidente del nostro Consiglio Comunale, puntualmente cerca di evitare di concedere la parola ai consiglieri di minoranza nei casi in cui la maggioranza è in difficoltà su argomenti centrali della discussione posti all’ordine del giorno. L’atteggiamento ostativo di questo Presidente rende burocratica e subalterna la posizione di tutti i consiglieri limitando in prima linea i diritti partecipativi di quelli di minoranza. Farebbe bene il Presidente a svolgere  meglio il suo ruolo nel rispetto delle istituzioni e di tutte le componenti della città presenti in consiglio comunale, maturando una maggiore consapevolezza delle vere funzioni di cui risponde e della centralità dell’organo politico-amministrativo che rappresenta. La funzione di raccordo e di coordinamento, se assolta con scrupolo e lungimiranza, fa del Presidente del Consiglio una figura di primo piano nel Comune e nella città. E’ evidente che per ricoprire tale ruolo occorrono personalità ed esperienza politica che a quanto sembra questo Presidente in carica mostra ancora una volta di non avere. E’ evidente che non concedere la parola ad un consigliere, a maggior ragione durante la dichiarazione di voto, è un atto gravissimo che non rende onore al diritto-dovere che egli ha di coordinare i lavori in maniera imparziale. Il Presidente del Consiglio Comunale ha abdicato al ruolo di garante che gli spetta nel dibattito politico, amministrativo, sociale e culturale della nostra Città”.

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