Ex dipendenti Santa Croce dimenticati: la denuncia dalla Fai Cisl

La vicenda dell’acqua minerale di Canistro non finisce mai di stupire: i 70 dipendenti sono ancora senza un lavoro e, adesso, anche senza più il sostegno della Naspi.

Sono passati due anni trascorsi tra illusioni politiche, procedure amministrative sbagliate ed infruttuose, gruppi industriali che si volatilizzano, rimpalli stucchevoli di responsabilità, silenzi imbarazzanti, speranze degli ex dipendenti Santa Croce di ottenere una nuova opportunità di lavoro in tempi ragionevoli puntualmente disattese.

In questo quadro a tinte fosche, amareggia vedere come alcuni esponenti del governo regionale, parlando e affrontando delle varie crisi aziendali abruzzesi  non fanno neanche un cenno della situazione drammatica di Canistro.

“Il sindacato ha sollecitato più volte un confronto con la Regione Abruzzo, che non è ancora arrivato,  per tentare di costruire ipotesi concrete ed alternative  all’inconcludenza di questi anni – afferma il Segretario Generale Aggiunto, Feliciantonio Maurizi. Inoltre, non contribuiscono di certo a rasserenare gli animi dei lavoratori le indiscrezioni, più o meno fondate, che periodicamente filtrano da corridoi dell’Ente Regione, senza che vi sia la possibilità di ricevere le informazioni nella maniera più idonea, attraverso un tavolo sindacale urgente. La Fai Cisl, insieme ai lavoratori che rappresenta e a  tutti quelli che vorranno darle sostegno nella battaglia intrapresa per il lavoro e per il rilancio del potenziale industriale delle sorgenti di Canistro, non permetterà che il destino lavorativo degli ex dipendenti Santa Croce cada nel dimenticatoio e farà di tutto affinché gli impegni presi dalle istituzioni nei loro confronti vengano mantenuti”.

 

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