Lanciano nel 2019: Pupillo guarda a Ortona, le opposizioni alla Val di Sangro

L’anno che verrà, secondo il Sindaco Mario Pupillo, cambierà Lanciano. Ieri, in conferenza stampa, il primo cittadino Frentano, che ricopre anche la carica (per la seconda volta consecutiva) di Presidente della Provincia di Chieti, annuncia una serie di novità che dovrebbero far fare un salto in avanti alla città.

Tonia Paolucci

Condizionale d’obbligo, non tanto sui propositi del Sindaco, quanto invece sulle incertezze che accompagnano da anni la vita delle amministrazioni comunali. Fatto sta che Pupillo annuncia di voler puntare sullo sviluppo di Lanciano verso la Costa dei Trabocchi e Ortona. E la Val di Sangro? E le zone interne, che da sempre considerano Lanciano come punto di riferimento? Nessun accenno. Tanto basta a innescare la reazione delle minoranze in Consiglio Comunale. Dice Tonia Paolucci, capogruppo di Libertà in Azione: “Una scelta che sembra essere stata suggerita dal candidato consigliere regionale Davide Caporale, a cui sicuramente è stata suggerita dal suo mentore politico, che forse spera così di ottenerne qualche beneficio in termini di consenso elettorale. Si tratta di una follia, perché quel che resta della nostra economia cittadina è legato indissolubilmente alla Val di Sangro, che è il motore economico di tutta la regione. Su cosa si basa questa decisione? Sulla speranza di rientrare nel perimetro della Zona Economica Speciale, di cui Ortona fa parte? Impossibile, perché il presidente della Regione – evidenzia la Paolucci -, nell’incontro pubblico di Vasto, ha detto chiaramente che la richiesta di Lanciano non può essere presa in considerazione. Sulle ricadute turistiche del Cammino di San Tommaso? Spero di no, perché da un paio di decenni è chiaro che il turismo non può essere il pilastro su cui costruire il futuro di Lanciano. E poi Ortona già da anni guarda all’asse Francavilla-Pescara-Montesilvano e anche il suo piano regolatore vigente punta verso nord, non certo verso San Vito e Lanciano. E’ gravissimo che Pupillo e i suoi non si siano documentati prima di lanciarsi in progetti che si basano sul nulla. Ma del resto, il nulla è ormai diventato il marchio di fabbrica di questa amministrazione”.

Pupillo, però, sembra deciso: “Aprire gli orizzonti verso Ortona, il mare e il bacino del fiume Moro è scelta illuminata. Con Ortona ci lega economicamente il porto, la Via Verde (ma esistono dei grossi problemi per la realizzazione che il Presidente della Provincia conosce bene, ndr), che collegheremo da Lanciano con piste ciclopedonali, il turismo religioso e i suoi percorsi. Bisogna inoltre puntare sul miglioramento della viabilità. La nostra attenzione verso la Val di Sangro resta ma è necessario anche rileggere la realtà che ci circonda ed evitare di perdere o declassare importanti uffici pubblici”.

L’obiettivo per il Sindaco è quello di giustificare e sostenere sui tavoli che contano l’importanza di potenziare l’Ospedale Renzetti, di mantenere aperto e operativo il Tribunale, l’Inps, insomma, fare di Lanciano la città dei servizi. Per Pupillo è la risposta al grande quesito di sempre sulla vera vocazione del capoluogo Frentano.

Il progetto, insomma, è questo. Certo, mancano molte altre cose a cominciare da un serio piano di sviluppo turistico, che rilanci il commercio in città, anche in considerazione della crisi di fronte alla quale si trova la grande distribuzione. Il nuovo corso Trento e Trieste sarà anche bello, ma ha finito per accentuare la diversità con le vie laterali della strada principale della città. Chissà se si deciderà di dar vita a una grande isola pedonale, che abbracci anche via Monte Majella e Corso Bandiera? Intenzione del Sindaco è anche quella di mettere mano all’annoso problema della viabilità. C’è ancora molto da fare, Pupillo per il momento pianta alcuni paletti e si ferma: il 10 febbraio si va al voto per le Regionali, lo scenario potrebbe cambiare. Senza contare poi che ben tre suoi assessori (Dora Bendotti, Davide Caporale e Giacinto Verna) saranno candidati nelle liste d’appoggio all’ex vice presidente del CSM, Giovanni Legnini.

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