Omicidio Neri: in corso operazione dei Carabinieri. Sei persone raggiunte da provvedimenti restrittivo

Svolta nelle indagini sull’omicidio di Alessandro Neri. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Pescara stanno eseguendo alcuni ordini di carcerazione emessi dal Giudice per le indagini Preliminari di Pescara e con il parare favorevole della Procura della Repubblica. Neri, 29 anni, è stato trovato ucciso con due colpi d’arma da fuoco nei pressi del cimitero del capoluogo adriatico l’8 marzo scorso. I carabinieri stanno eseguendo le ordinanze nelle province di Pescara, Chieti e Teramo. Le accuse contestate ai 6 sono di spaccio di stupefacenti, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi e danneggiamento con un incendio.

Sono stati impegnati circa un centinaio di carabinieri. Alessandro, era uscito di casa il 5 marzo 2018, giorno in cui poi i familiari ne hanno denunciato la scomparsa. La sua auto, una Fiat 500 rossa, è stata individuata 48 ore dopo in pieno centro a Pescara. Il giorno successivo, l’8 marzo, il corpo senza vita del giovane è stato trovato a Fosso Vallelunga in un canale, seduto, con le gambe in acqua e il busto appoggiato sugli arbusti della sponda del torrente, vestito e con il cappuccio della felpa sulla testa. Dagli esami emerge che Neri è stato colpito con due colpi di pistola di piccolo calibro sparati a distanza ravvicinata, uno alla testa e uno all’emitorace, e che sul corpo non ci sono segni di colluttazione. La sua esecuzione, come si stabilirà in seguito, è avvenuta nel pomeriggio-sera del 5.

Prima di scomparire aveva accompagnato mamma Laura a fare la spesa. Alessandro si era poi recato a un appuntamento in centro a Pescara, con la sua Cinquecento cabrio. Secondo gli investigatori il ragazzo sarebbe stato ucciso proprio a bordo dell’auto, nell’ambito di un regolamento di conti per una partita di droga non pagata, per poi essere abbandonato sul greto del fiume.

Le indagini inizialmente si erano orientate sugli attriti tra la famiglia di Alessandro e alcuni parenti riguardante la gestione dell’azienda vitivinicola di famiglia. La pista si era rivelata subito infruttuosa tanto che gli inquirenti avevano ipotizzato un delitto passionale. A supporto di questa tesi il ritrovamento di DNA femminile sul corpo del ragazzo.

All’operazione di questa mattina, denominata Satellite, hanno preso parte anche unità cinofile. Le indagini eseguite dai Carabinieri nel più assoluto riserbo hanno portato a scoperchiare una organizzazione con base nel quartiere San Donato, dedita allo spaccio di droga, composta da elementi duri, pronti a passare alle vie di fatto quando c’erano ritardi nei pagamenti. Giravano armati con pistole e fucili, armi di diverso tipo e calibro, con le quali incutevano paura e minacciavano i clienti.

Le piste seguite dagli inquirenti, come riferito nel corso della conferenza stampa tenuta presso il Comando Compagnia Provinciale dal Colonnello Massimiliano Di Pietro, hanno circoscritto al momento soltanto lo spaccio, ma il legame tra i 6 arrestati, tutti con precedenti e ai quali non è stato contestato il reato di omicidio, e Alessandro, è stato inquadrato almeno per due particolari. Alessandro, da quanto sarebbe emerso, finanziava l’attività della banda, probabilmente per ricavare soldi da destinare alla famiglia. Aveva sempre il cruccio di contribuire, di rendersi utile per affrontare al meglio la situazione economica nella quale si erano venuti a trovare i suoi. Soprattutto avrebbe sentito il bisogno di aiutare la mamma, Laura Lamaletto, estromessa dalle attività al Feuduccio, l’azienda vitivinicola creata da Gaetano Lamaletto, nonno di Alessandro. Laura dopo l’esclusione dalla gestione della tenuta di Orsogna, passata al fratello Camillo, aveva accusato il colpo.

L’altro elemento, riguarda l’amicizia tra Alessandro e Junior Insolia, 31 anni, uno dei fermati oggi. Insieme avrebbero acquistato una pistola calibro 9.

Gli altri arrestati sono Marco Lapenta di 35 anni, Giulia Spinelli di 29 anni, Christian De Sanctis di 28 anni, Flaviano Spinelli di 33 anni e Yordan Insolia di 23 anni, fratello di Junior. Ci sono 12 indagati, ma la lente d’ingrandimento dei Carabinieri è ora sui sei.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *