Sevel condannata per non aver pagato i permessi elettorali

La Corte D’Appello di L’Aquila ha respinto il ricorso presentato da Sevel contro la sentenza del Tribunale di Lanciano in la condannava per non aver pagato i permessi elettorali ad alcuni lavoratori che erano stati impegnati nei seggi elettorali come
rappresentanti di lista nelle elezioni Europee, Regionali e Comunali del 2014, ricorso patrocinato da USB lavoro privato e difesi dall’avvocato Enrico Raimondi, del foro di Chieti.

La Corte D’Appello ha confermato integralmente ciò che ha stabilito il Giudice del lavoro di Lanciano, e cioè che una contrattazione aziendale non può introdurre una deroga in pejus rispetto alla legge, in sostanza afferma il rapporto gerarchico fondato sull’inderogabilità della norma legale da parte del contratto collettivo, in linea generale il contratto collettivo non può peggiorare i livelli di trattamento e le condizione stabilite direttamente dal Legislatore. Quindi l’accordo sindacale tra Sevel e i firmatari Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic e Ugl, contro l’assenteismo elettorale e contro i lavoratori impegnati nei seggi in cui stabilirono la chiusura dello stabilimento nei giorni 26,27 e 28 maggio 2014 e i successivi recuperi produttivi , non poteva essere applicato a tutti i lavoratori e che ai lavoratori impegnati come rappresentanti di lista dovevano essere concessi i giorni di riposo spettanti per legge ed essere regolarmente pagati.
“Un ringraziamento particolare va all’avvocato Enrico Raimondi, nonché a quei lavoratori iscritti che hanno deciso di farsi rappresentare da USB, per la tutela dei propri diritti, ancora una volta abbiamo avuto ragione ed è stata ristabilita giustizia contro un abuso perpetrato dalla Sevel e avvallato dai sindacati firmatari. Grazie a questa sentenza d’ora in poi i lavoratori sevel qualora impegnati nei seggi elettorali saranno liberi di assentarsi dal lavoro ed essere regolarmente pagati. È stato ristabilito un minimo di Giustizia nel nostro stabilimento”.

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