Lanciano, la pista ciclo-pedonale di via del Mare sempre più tra polemiche

Il Ministero dei Trasporti che diffida, il Comune di Lanciano che si difende, l’Ascom che chiede lo smantellamento e le opposizioni che invocano le dimissioni del Sindaco, Mario Pupillo e della sua Giunta. Oggi sono finiti tutti in pista, quella ciclo pedonale di via del Mare, a Lanciano, in una giornata che è diventata particolare per il tanto discusso e costoso percorso. Tutto è iniziato in mattinata, quando l’associazione Ascom Abruzzo, presieduta da Angelo Allegrino, ha diffuso il contenuto di una lettera, una pec trasmessa al settore Mobilità e traffico del Comune, al Provveditorato interregionale delle Opere pubbliche del Ministero e alla stessa Ascom a firma del dirigente del ministero Silverio Antoniazzi, nella quale, in sostanza, l’Amministrazione comunale lancianese è stata invitata a “valutare, in autotutela, la chiusura completa della pista ciclabile, nelle more di un eventuale adeguamento finalizzato alla risoluzione delle molteplici criticità…”. I motivi, “inadeguatezza e alla pericolosità del tracciato”, evidenziati tra l’altro, nell’incontro svoltosi lo scorso febbraio al Ministero che, in quella occasione, aveva riscontrato “la forte criticità costituita dalla frequente interruzione della pista ciclabile da parte di una serie di intersezioni e di passi carrabili, vanificando parzialmente la protezione dell’utenza attraverso la realizzazione della pista stessa”.

Il caso ‘pista ciclabile’, come si sa, era stato sollevato proprio dall’Ascom che, attraverso il suo legale, l’avvocato Quirino Ciccocioppo, il 21, 25 e 29 gennaio e 5 febbraio 2019, aveva presentato una serie di esposti al Ministero riguardo all’inadeguatezza e alla pericolosità del tracciato. A sostegno della richiesta, l’Ascom aveva allegato anche la relazione del comandante della Polizia municipale di Lanciano, Guglielmo Levante.

Il Comune, nel frattempo, proprio dopo l’incontro avuto a Roma, ha avviato una serie di interventi, tuttora in corso, per rendere il percorso più sicuro. Nonostante i lavori, il Ministero ha chiesto la chiusura della pista ciclo-pedonale, in attesa di ulteriori verifiche.

Tanto è bastato a Tonia Paolucci, capogruppo di Libertà in Azione al consiglio comunale di Lanciano, per chiedere le dimissioni della Giunta Pupillo. “C’è un dato incontrovertibile che emerge dalla lettura della nota del Ministero sulla pseudo pista ciclabile di via del Mare: gli assessori Giacinto Verna e Francesca Caporale hanno mentito ai cittadini sui contenuti dell’incontro dello scorso 8 febbraio e per questo, insieme al sindaco Mario Pupillo, dovrebbero avere il coraggio andare a casa – afferma la Paolucci, da sempre critica sul progetto.

“La nota del Ministero specifica che l’8 febbraio scorso a Roma si è parlato della pista ciclabile, al contrario di quanto sostenuto da Verna e dalla Caporale, che invece avevano detto che si era discusso solo di Ztl. E già il 21 febbraio successivo il provveditorato interregionale alle opere pubbliche aveva intimato al Comune di Lanciano di adottare con estrema urgenza tutti i provvedimenti necessari ad eliminare le situazioni di pericolo evidenziate sul tracciato in diversi esposti e note. Ovviamente Pupillo e i suoi si sono ben guardati dal rendere pubbliche queste comunicazioni, ma guarda caso il giorno dopo, 22 febbraio, è stata firmata l’ordinanza di chiusura della pista per consentire i lavori di messa in sicurezza. Una serie di bugie, quindi, perpetrate solo per difendere un’opera che è palesemente pericolosa”.

Per la capogruppo sarà impossibile superare quanto prevede la normativa vigente in materia e in particolare quanto stabilito dai commi 2 e 4 dell’articolo 6 del DM 557 del 30 novembre 1999. 

Il comma 2 recita testualmente: la pista ciclabile può essere realizzata: a) in sede propria, ad unico o doppio senso di marcia, qualora la sua sede sia fisicamente separata da quella relativa ai veicoli a motore ed ai pedoni, attraverso idonei spartitraffico longitudinali fisicamente invalicabili; b) su corsia riservata, ricavata dalla carreggiata stradale, ad unico senso di marcia, concorde a quello della contigua corsia destinata ai veicoli a motore ed ubicata di norma in destra rispetto a quest’ultima corsia, qualora l’elemento di separazione sia costituito essenzialmente da striscia di delimitazione longitudinale o da delimitatori di corsia; c) su corsia riservata, ricavata dal marciapiede, ad unico o doppio senso di marcia, qualora l’ampiezza ne consenta la realizzazione senza pregiudizio per la circolazione dei pedoni e sia ubicata sul lato adiacente alla carreggiata stradale. 

Il comma 4, invece, prevede che  salvo casi particolari, per i quali occorre fornire specifica dimostrazione di validità tecnica della loro adozione ai fini della sicurezza stradale, specialmente con riferimento alla conflittualità su aree di intersezione, non e’ consentita la realizzazione di piste ciclabili a doppio senso di marcia con corsie ubicate entrambe sullo stesso lato della piattaforma stradale. 

“Pupillo aveva detto che spettava ai tecnici dire se la pista era sicura o meno – conclude la Paolucci – ora i tecnici, sia del ministero che del provveditorato, si sono espressi e al nostro sindaco non resta che prendere una ruspa, cancellare quell’opera e subito dopo dimettersi. Punto”.

L’incontro con la stampa

Immediata la replica del Vice Sindaco e Assessore ai Lavori Pubblici Giacinto Verna, che nel pomeriggio, ha tenuto un incontro con la stampa in via del Mare. “Il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture nella nota inviata oggi dopo il quinto sollecito di Ascom in meno di un mese e mezzo, dichiara limpidamente nella stessa comunicazione che, cito testualmente, “non rientra tra le competenze del Ministero né valutare i progetti di altri enti proprietari e/o gestori stradali né verificare l’adeguatezza dei relativi lavori”. Dunque, il Ministero nell’invitare questa Amministrazione a valutare la chiusura della pista ciclabile, rivolge un semplice invito a valutare, appunto, senza avere alcuna competenza in materia – afferma Verna –. Nessuna chiusura, nessuna diffida, nessuna intimazione dunque da parte del Ministero che si limita a comunicare all’Amministrazione che ha ricevuto 5 esposti in 50 giorni da Ascom. Parole chiare che non necessitano di ulteriori commenti, se non che le stesse sono state superate dai fatti. La riunione dell’8 febbraio 2019 è stata convocata per la ZTL dal Ministero: se fossimo stati invitati anche per parlare della pista ciclabile di via del Mare, i tecnici comunali che hanno partecipato all’incontro avrebbero potuto esporre documenti e progetti inerenti l’opera per informare puntualmente i funzionari del Ministero dello stato dell’arte dei nostri interventi. Invece così non è stato, come documenta la nota di convocazione della riunione che aveva all’oggetto unicamente la ZTL. È del tutto evidente la strumentalizzazione politica di una vicenda che dal punto di vista tecnico e amministrativo è chiara e trasparente. Stiamo completando in questi giorni i lavori di miglioramento funzionale della pista ciclabile, che è stata chiusa con ordinanza temporaneamente e solo per la durata dei lavori proprio per consentire l’esecuzione degli stessi in sicurezza. Sarà un caso, ma questa escalation capziosa e strumentale da parte di Ascom e di una parte minoritaria dell’opposizione arriva dopo l’approvazione della delibera di giunta da me proposta in qualità di Assessore ai Lavori Pubblici riguardante questi lavori, datata 27 dicembre 2018. Da allora è iniziata la frenetica attività di Ascom che ha inviato 5 esposti, l’ultimo il 12 marzo a pista già chiusa da settimane per i lavori iniziati il 25 febbraio. Andiamo avanti con i lavori, riponendo totale fiducia nei tecnici che hanno realizzato un’opera strategica frutto di una chiara scelta politica della nostra Amministrazione in tema di mobilità sostenibile. Oggi il quartiere Olmo di Riccio è più bello, più sicuro, più attrattivo grazie a questo intervento che tra pochi giorni concluderemo definitivamente”.

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