I Toto pronti ad entrare nel nuovo assetto societario di Alitalia

Riccardo Toto, figlio di Carlo, patron di quella Air One che confluì in Alitalia nel 2008, pare pronto a mettere sul piatto 250 milioni di euro (quota del 30%), e entrare nel nuovo assetto societario della compagnia aerea insieme a Ferrovie dello Stato, Ministero del Tesoro e l’americana Delta. E’ questa l’indiscrezione riportata oggi dal quotidiano Repubblica, a quattro giorni dalla scadenza per presentare le offerte vincolanti ai commissari di Alitalia. Su Toto avrebbe lavorato negli ultimi mesi il vice Premier e Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che punta su Toto per bloccare l’inziativa della famiglia Benetton, anch’essa intenzionata a entrare in Alitalia.  

“Il primo contatto concreto c’è stato a fine marzo, negli Stati Uniti”, rivela il quotidiano, “durante il viaggio che Luigi Di Maio ha compiuto a New York e Washington. Da quel momento il dialogo è andato sempre più avanti. E ora è a un passo dalla formalizzazione dell’intesa. Il socio italiano in grado di chiudere il cerchio di Alitalia è Riccardo Toto. Proprio uno degli esponenti della holding che in passato si era impegnato con alterni risultati nel settore dell’aerotrasporto. Con AirOne, poi confluita nell’Alitalia tutta italiana voluta nel decennio scorso da Silvio Berlusconi, e con la New Livingstone, esperienza terminata traumaticamente nel 2014”.

C’è da aggiungere che il capitolo Toto per Alitalia si riaprirebbe senza essere mai stato completamente chiuso. L’imprenditore abruzzese, che attraverso Toto Holding controlla la concessionaria autostradale la Strada dei parchi (A24 e A25) ha dovuto cominciare a pagare la bella cifra di 60 milioni di euro ai vecchi azionisti della cordata Cai, quella dei capitani coraggiosi ideata da Silvio Berlusconi che nel 2008 salvò Alitalia prima di dover azzerare la propria partecipazione in seguito ai due fallimenti del 2013 e del 2017. Dopo anni di contenziosi, non ancora terminati perché ci sono alcune pendenze ancora aperte, Toto Holding l’anno scorso ha firmato un accordo transattivo con Cai, i cui soci sono tra gli altri Intesa Sanpaolo, Unicredit, la Immsi di Roberto Colaninno, Atlantia. Toto Holding ha onorato le rate di pagamento per un ammontare complessivo di 29 milioni incluso gli interessi. Il debito residuo risulta ora, si legge nel bilancio 2017, di 31,8 milioni di cui 18,5 milioni da corrispondere entro quest’anno. Alla base del risarcimento c’è soprattutto il modo in cui è avvenuta l’operazione di incorporazione della compagnia Air One in Alitalia. Il collegio arbitrale ha sancito la “violazione delle dichiarazioni e garanzie in materia fiscale” con cui Toto ha venduto a Cai la partecipazione in Air One, tra cui l’inusuale conferimento in Alitalia di un ramo d’azienda, cosiddetto ex zuccherificio. Per onorare il debito Toto Holding ha perfezionato il pegno sulle azioni delle controllate Toto Real Estate e Parchi Global Services. Sono diversi i motivi di frizione tra Toto e la compagine Cai. Dai contratti di leasing per i 70 Airbus forniti dall’holding AP Fleet ad Alitalia che Toto acquistava attraverso questa scatola irlandese per poi affittarli a canoni elevati fino alla gestione di mille precari che erano in organico ad Air One e Alitalia si trovò costretta ad assumere. C’è poi da aggiungere che Toto, da quando ha avuto in concessione tramite la Strada dei parchi le autostrade A24 e A25, quelle messe all’indice dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli, ha aumentato i pedaggi a dismisura.

«Sembra una barzelletta: per evitare di far entrare i Benetton in Alitalia Di Maio aprirebbe le porte ai Toto – dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea -. Dalla padella alla brace: si passa da una famiglia di monopolisti autostradali a un’altra. Il governo del cambia-niente aveva strombazzato ai quattro venti l’intenzione di nazionalizzare le autostrade e invece da mesi non fa altro che ridare spazio ai soliti prenditori di Stato. Ricordiamo che i Toto sono stati già una volta chiamati da Berlusconi a fare i salvatori di Alitalia con risultati disastrosi. E nella vicenda Air One hanno lasciato a piedi le maestranze. Il gruppo Toto è concessionario dell’autostrada Pescara – Roma che ha superato ogni record di aumenti dei pedaggi da quando privatizzata e parallelamente uno stato di deterioramento estremo dei viadotti per carenza di manutenzione. Dopo i roboanti sopralluoghi del Ministro Toninelli il governo non si è discostato dalla subalternità dei predecessori rispetto ai noti imprenditori. Invece di far entrare i Toto in Alitalia Di Maio veda di revocare la concessione autostradale».

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