Ingegneria Italia, ex Blutec, domani lavoratori in sciopero

Prosegue l’incertezza occupazionale a Ingegneria Italia, ex Blutec e i lavoratori, domani sciopereremo per 8 ore su tutti i turni per sollecitare chiarezza, investimenti minimi per portare avanti il lavoro nel modo migliore possibile e in condizioni di sicurezza.

In una nota diffusa oggi dal Coordinamento USB Lavoro Privato della provincia di Chieti si sottolinea come a distanza di 4 mesi dagli scioperi di gennaio in quadro sembra cambiata di poco. Delle richieste avanzate dai lavoratori uniti, sostenuti da tutte le sigle sindacali presenti in azienda, poche si sono materializzate. Di positivo c’è il fatto che almeno il pagamento degli stipendi, con l’amministrazione giudiziaria, avvenga regolarmente e puntualmente ma sul fronte delle condizioni di lavoro e dei rapporti tra azienda e rappresentanze sindacali la situazione è la stessa di 4 mesi fa se non peggiore: vige l’immobilità, il silenzio totale e si vaga nel buio. L’USB ha più volte richiesto, anche all’attuale Commissario, incontri su temi vitali per i lavoratori e l’azienda stessa, senza riuscire a ottenere risposta alcuna. Anche sul piano politico l’attenzione che riscontriamo non corrisponde alle dichiarazioni mediatiche dei vari esponenti: il Presidente della Regione, a cui i lavoratori hanno inviato anche un accorato appello, non ha fatto nulla o quasi, così come i vari assessori competenti; il governo ha convocato un tavolo di crisi che si è occupato di tutto il gruppo Blutec senza sciogliere alcun nodo circa questa specifica vicenda e sul possibile prosieguo della trattativa di cessione di Ingegneria Italia srl a M.A. srl che a questo punto, viste anche le vicende giudiziarie, appare un miraggio. Ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali era stata chiesta collaborazione e pazienza, ciò è avvenuto, ma non siamo stati ripagati con la stessa moneta dalla controparte. Il rispetto è dovuto a chi manda avanti il lavoro in una sorta di “autogestione” facendosi carico anche di responsabilità non proprie. Se la produzione viene realizzata, in condizioni ormai note a tutti, lo si deve grazie ai manutentori che mettono a disposizione la professionalità, la capacità e l’inventiva, allo spirito di responsabilità e alla volontà dei lavoratori. Crediamo che avere normali relazioni in azienda, per essere messi a conoscenza dell’evoluzione dei fatti che li riguardano e li preoccupano, sia il minimo che si debba ai lavoratori. Ciò, purtroppo, non avviene e per l’USB la pazienza ha un limite ed il tempo è scaduto. Come sindacato chiediamo responsabilità a chi attualmente gestisce l’azienda, saremo sempre a disposizione qualora si intenda cambiare modalità di relazione per cercare di risolvere questioni non più rimandabili, per assicurare continuità e futuro ai lavoratori ed all’azienda”.

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